La Groenlandia, gli europei e gli americani

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Donald Trump non si recherà più in visita di Stato nel regno di Danimarca. Infatti il Tycoon presidente, lo fa sapere appena la sua proposta di comprare la Groenlandia, ha ricevuto un secco e non appellabile diniego dalle autorità danesi. La disdetta della visita, dunque, non è altro che la risposta stizzita alla impossibilità di acquisire la Groenlandia. Comunque la si vuol valutare questa inusuale vicenda di rapporti tra Stati, resta un mistero di come una grande potenza come gli Usa si comporti in modo così irrispettoso, con bruschi annunci pubblici senza un lavorio di indagine delle volontà danesi, che peraltro ha da molti anni concesso una autonomia molto ampia al popolo Inuit. Trump avrà pensato che se la Repubblica di Genova all’inizio del 1700, ha venduto la Corsica alla Francia, e i francesi all’inizio dell’800 e poi i russi nella seconda metà dell’800 hanno venduto agli Stati Uniti Louisiana ed Alaska, perché non può essere possibile comprare la Groenlandia? Ma perché la ‘terra verde’, questo è il significato di Groenlandia, l’isola più grande del mondo, fa gola agli americani? Intanto perché geograficamente appartiene al continente americano, e poi con lo scongelamento progressivo dei ghiacci, le rotte marittime di quell’area diventano strategiche, accorciando di molto i traffici commerciali con diverse aree del globo. Come se non bastasse, sono da considerare che le risorse naturali, a partire dal petrolio, sono molto copiose. Ma questa vicenda mi ha portato a riflettere anche su un altro elementare piano. Poniamo il caso in astratto che gli europei avessero proposto a Trump l’acquisto di una porzione del territorio degli Usa? E' sin troppo facile intuire la risposta che sarebbe stata anche molto colorita, conoscendo l’attuale presidente. Ed allora Trump perché ritiene di acquistare dagli europei porzioni storiche del proprio territorio, con proposte così irrispettose? Ritiene forse che siamo decadenti come lo era la repubblica genovese all’atto della cessione per vendita alla Francia, superpotenza dell’epoca? Questo credo sia  il punto per noi europei. Quest’episodio ben descrive come altri ci vedono, deboli divisi e perciò decadenti. Eppure siamo il continente del mondo più ricco, a più alta presenza di tecnologie e di know how, il più colto e ricco di tradizione e storia. Credo dobbiamo molto presto e definitivamente costituirci in Stati Uniti d’Europa.

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