Italia senza previsioni

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Il rapporto del CENSIS, la Fondazione presieduta dal sociologo cattolico Giuseppe De Rita, ha messo, come di consueto, nero su bianco le criticità del Bel Paese. Con la riduzione dei sostegni del welfare, la perdita di posti di lavoro stabili e la crescita di quelli instabili e di bassa retribuzione, l'economia claudicante e la sfiducia verso le istituzioni e la politica, l'Italia si riconferma maglia nera della crisi nazionale.

Il rapporto si sofferma anche su alcuni aspetti politico-istituzionali, come la ricerca da parte degli Italiani di una politica stabile rappresentata da un uomo forte. Purtroppo tutto vero, tutto spiegabile. Sull'economia e i posti di lavoro, in questi anni ogni governo ha raccontato che stavamo conquistando spazi migliori, ed invece si trattava di propaganda. Ci è stato raccontato che reddito di cittadinanza e quota 100 fossero iniziative espansive e di grande valore sociale, ed invece erano soltanto proposte elettorali per prendere voti, con costi altissimi per il debito pubblico ed i contribuenti.

In queste situazioni, è plausibile che sia più forte la sfiducia. Questo spiega anche la rapida e fugace ascesa dei “vincitori”, mentre il terreno del consenso diventa traballante ed incerto. Quanto all'uomo forte, in giro non se ne vedono. Gli uomini forti di solito sostengono tesi economiche responsabili, badano molto alle forme e hanno contegno. È pur vero che in Italia, per partigianeria, si dice di tutto: anche in questo caso, si tratta di propaganda. Ricordo tempo fa come alcuni giornali descrissero l'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi “un pericolo per la democrazia”. Per valutare queste accuse, l'ex Ministro delle finanze della Prima Repubblica, il socialista ed acutissimo Rino Formica, alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se Berlusconi fosse un pericolo per la democrazia rispose secco: “come può essere un pericolo per la Democrazia chi fa cucù alla Merkel?”.

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