Boom di centenari, ma vorremmo anche tanti bambini

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I dati statistici demografici odierni italiani ci segnalano un sensibile aumento degli anziani ed un decremento preoccupante delle nascite. A soppesare bene gli indici, dall’unita’d’Italia ad oggi, mai sono stati così negativi; i decessi superano le nascite, molti giovani cercano lavoro all’estero. Diminuiscono persino gli immigrati residenti da tempo nel nostro paese, aldilà della percezione che collettivamente abbiamo: in parte ritornano nei loro paesi di origine, altri si trasferiscono in altri paesi in cerca di fortuna. Insomma i segni che ci raccontano cosa avviene sono negativi, ma un dato è molto positivo, anche se la riduzione delle nascite, non ci fa gioire pienamente. Riguarda la conferma della nostra longevità, che si sta accentuando con l’incremento di molti centenari. Sapevamo già da tempo che gli italiani sono secondi solo ai giapponesi per longevità, ma ultimamente la situazione si è accentuata, descrivendoci un paese capace di garantire, in linea di massima, buona capacità di prevenzione la salute, attraverso alimentazione equilibrata ed attraverso la disponibilità di strutture sanitarie, in ragione di territori per lo più salubri. La maggior parte dei centenari risiede nel Nord Italia. Ad esempio, quelli oltre 105 anni, 338 risiedono nel Nord-ovest, 225 nel Nord-est, 207 al Centro, 230 al Sud, 112 nelle Isole. La regione con il rapporto più alto tra supercentenari e il totale della popolazione residente alla stessa data è la Liguria (3,3 per 100 mila), seguita da Friuli-Venezia Giulia (3,0 per 100 mila) e Molise (2,6 per 100 mila). Non si può essere che contenti per questi guinness di ultracentenari, ma vogliamo sperare che a questi dati rassicuranti si aggiungano anche quelli relativi alla ripresa della natalità. Dipende dalla responsabilità dei giovani e dei loro familiari, e dalle politiche governative di sostegno morale e materiale alla vita. 

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