Aiuto, i cinghiali!

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Icinghiali, da qualche anno, soprattutto nel nel centro Italia, hanno proliferato in modo esponenziale e stanno creando non pochi problemi per l’agricoltura e per la sicurezza delle persone. Si pensi che alcune coltivazioni come il granturco, si sono fortemente contratte a causa di continue incursioni di cinghiali, ghiottissimi di questo cereale. I contadini, stufi di perdere i raccolti, non li coltivano più, come d’altronde accade anche per diverse altre coltivazioni prese di mira da una moltitudine di questi animali incontrollabili. Ma i danni più gravi riguardano le persone: feriti e morti sono all’ordine del giorno. Infatti nelle strade ci si imbatte continuamente in questi animali, che di notte attraversano in branco le strade per raggiungere i campi da loro individuati per cibarsi di frutti, radici, cereali, patate e tanti altri prodotti agricoli.

In questi frangenti l’incidente grave può accadere, come accade, in qualsiasi momento e a discapito di chiunque. L’ultimo caso noto di morte a causa di questo fenomeno si è avuto in questi giorni nel catanzarese, e comunque oramai purtroppo sono molto frequenti in ogni zona, e non è chiaro ancora che politiche vogliono intraprendere le autorità. Qualche decennio fa, con l'estinzione nei boschi dei cinghiali, le autorità ebbero l’idea di ripopolare le diverse località. Ma scelsero di ripopolare con  una razza del nord Europa di stazza molto più grande e più proliferi dei cinghiali autoctoni. A nessuno balenò l’idea che introducendo più a sud animali abituati a ben altre temperature e migliore cibo, la già loro superiore capacità di riproduzione si sarebbe ulteriormente esaltata. Insomma in questi ultimi anni la situazione è diventata insostenibile, la riproduzione tocca il 400%. I cinghiali, così numerosi, oramai arrivano spesso nelle spiagge e nei centri abitati per cercare cibo. Credo che qualcuno dovrà occuparsi di questo problema, giacché sinora non pare proprio che sia stato fatto. L’equilibrio faunistico naturalmente è un tema importante ma non al punto che vada a forte scapito dell’uomo. 

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