Africani ed europei per la cooperazione

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Il primo atto simbolico che compirà il governo giallorosso riguarda la impugnazione della legge regionale friulana, che sarebbe valutata dal nuovo esecutivo come discriminatoria nei confronti  degli immigrati in quanto in luogo di usare i fondi statali destinati per la integrazione degli immigrati, la Regione li ha tramutati con propria legge come risorse per il rimpatrio forzato di immigrati clandestini. Questi due orientamenti inconciliabili, dimostrano plasticamente in quale guaio ci siamo cacciati. Infatti, nel nostro Paese non c’è alcun ragionamento, analisi, progettazione e gestione del fenomeno epocale delle migrazioni dall’Africa verso l’Europa. Eppure le pressioni migratorie verso di noi saranno presenti almeno per un secolo a venire a causa del raddoppio delle nascite nel continente nero, per l’attrazione fortissima che l’Europa esercita per la sua ricchezza, per il  nostro gravissimo indebolimento demografico. Sarà possibile nei prossimi tempi avere un po’ di razionalità per progettare come Europa cooperazione con gli Stati africani? Si può farlo sulla formazione ed istruzione attraverso le rispettive università e le tantissime missioni religiose; nell’ allestire un progetto di coordinamento delle decine di migliaia di volontari già impegnati in opere umanitarie; con la cooperazione economica tra imprese e Stati, e tante altre iniziative per fecondare un cammino di progresso ed umanitario, anziche’ continuare a fare i truci o i buonisti. C’è tanta gente di buon senso in Italia, ed è venuto il momento di chiamarli all’impegno per neutralizzare la imbarazzante situazione. Non alternativa alla cooperazione. Chi intende continuare l’attuale teatrino danneggerà irrimediabilmente la nostra reputazione nel mondo ficcando la testa sotto la sabbia. 

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