Vele a Colori, un lago accessibile a tutti

L'intervista di Interris.it a Lucia Miani, fondatrice insieme al marito Matteo Raveglia di "Vele a Colori" per uno sport velistico inclusivo

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© Vele a Colori

Il ruolo che lo sport ricopre al livello sociale per generare inclusione delle persone con disabilità e, nello stesso tempo, una leva di sviluppo sociale dei territori, è estremamente importante. La pratica dell’attività sportiva può far scoprire nuove attitudini e contribuire al superamento di alcune delle difficoltà del quotidiano.

L’esperienza di Bellano

A Bellano, in provincia di Lecco, Lucia Miani e Matteo Raveglia, due giovani ragazzi con un passato agonistico negli sport velistici, in occasione del loro matrimonio, come sugello del loro amore, hanno deciso, con il sostegno di amici e parenti, di dare vita al progetto “Vele a Colori”, con l’obiettivo di dare l’opportunità a bambini e ragazzi di praticare la vela in un contesto totalmente inclusivo senza alcun ostacolo. Interris.it, in merito a questa esperienza, ha intervistato Lucia Miani.

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L’intervista

Come nasce e che obiettivi ha l’iniziativa “Vele a Colori”?

“Vele a Colori” è nata da un sogno. Desideravamo fare un progetto che potesse andare avanti nel tempo e, in occasione del nostro matrimonio avvenuto lo scorso anno, abbiamo fatto una lista nozze un po’ particolare e subito c’è stato un buon riscontro da parte di amici e parenti. Abbiamo quindi acquistato le prime due barche a cui, grazie a uno sponsor, si è aggiunta la terza. Abbiamo fatto le prime uscite in acqua nel mese di luglio, in occasione del progetto Telethon di Bellano e da qui andiamo avanti. Il nostro obiettivo è abbattere le barriere per poter mandare su barche appositamente adattate chiunque lo desideri”.

Quali sono in particolare le attività che svolgete in quest’ambito a favore dell’inclusione delle persone con disabilità mediante la vela?

“Noi promuoviamo progetti e facciamo raccolte fondi nell’ambito di vari contesti, per appoggiarci poi a delle realtà già esistenti in ambito velico. Abbiamo deciso di sponsorizzare questo tipo di attività. La vela si presta tantissimo a questo scopo, perché si svolge all’aria aperta, diventa inclusiva e, stando in più persone sulla stessa barca, è un lavoro di squadra. Soprattutto, è un peccato che, sul territorio, non possa essere accessibile a chiunque. Questo è il nostro desiderio. Partiamo da Bellano perché abbiamo cominciato da qui, ma l’idea è di lavorare su tutto il territorio del lago”.

Quali sono i vostri desideri per il futuro di “Vele a Colori”? In che modo, chi lo desidera, può sostenere i vostri progetti?

“L’obiettivo e il desiderio per il futuro è quello di mandare in barca il maggior numero possibile di persone. Ci rivolgiamo prevalentemente a una platea di bambini e ragazzi e, vogliamo fare il modo che, tutti coloro che lo desiderano, possano avvicinarsi all’attività della vela e far sì che, per molti, possa diventare un’attività quotidiana. Per aiutare a finanziarci abbiamo il nostro sito su cui sono riportati i nostri nuovi progetti e richieste. Da lì, è possibile continuare a sostenere la raccolta fondi per promuovere le varie progettualità. Il prossimo, ad esempio, sarà il posizionamento di una gruetta e l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche per gli accessi all’acqua. Oltre a questo, ci sarà un lavoro sui gruppi scuola e classe, in modo tale ci sia la massima integrazione possibile. Siamo aperti alla collaborazione a tutte le realtà che vogliono partecipare a queste iniziative insieme a noi”.

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