Parole di Vangelo e fede vissute su pellicola

Massimo Monzio Compagnoni racconta ad Interris.it il progetto dell'8x1000 per TV2000. Il racconto dell'Italia, spezzoni di vita quotidiana tra salite e discese, raccontati attraverso una docu serie

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Raccontare gli ultimi attraverso una serie di film perché l’immagine aiuta la mente a focalizzare maggiormente l’attenzione sul racconto. Un progetto nato per volontà della Cei, e che va in onda ogni mercoledì su TV2000 per raccontare, attraverso la voce dei protagonisti, cosa si fa concretamente con l’8xmille destinato alla Chiesa cattolica. Interris.it ne ha parlato con Massimo Monzio Compagnoni, Responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica.

Da dove nasce il desiderio di dedicare una docu serie ad alcune problematiche legate alla nostra società?
“Più che un desiderio direi che è un’esigenza legata al valore della trasparenza e della testimonianza. I fondi dell’8xmille sono lo strumento con cui la Chiesa cattolica da una risposta viva e pratica a esigenze reali presenti nella nostra società. La serie di video che proponiamo vuole mostrare in modo concreto come la Chiesa sia una Madre pronta a rispondere ai bisogni dei suoi figli. Perciò raccontare il vissuto della fede con l’opera di volontari, religiosi, sacerdoti, persone di buona volontà, da una parte offre un rendiconto di come sono stati destinati i fondi dell’8xmille, dall’altro rende testimonianza come la nostra fede quando si fa opera porti giovamento all’uomo di tutti i giorni e direi, di tutti i tempi. In questo modo speriamo di contribuire a formare la consapevolezza fra i cattolici italiani di essere parte di una Chiesa grande, di sentirsene corresponsabili, e di partecipare alla sua missione anche con un gesto semplice come quello della firma per l’8xmille”.

Quanto la tangibilità dell’immagine può sensibilizzare il pubblico?
“Il messaggio racchiuso nei video vuol sussurrare “Parole di Vangelo” che si manifestano nell’opera quotidiana della Chiesa nel territorio. Al centro “dell’immagine tangibile” vorrei che si leggesse sempre un messaggio di fede vissuta. Raccontiamo storie vere, di persone che hanno sofferto, che hanno provato sulla propria pelle disperazione, dolore, umiliazione. Queste persone, incontrando un sacerdote, un volontario, una religiosa nelle strutture sostenute con l’8xmille, hanno ritrovato la speranza, la dignità, ma anche semplicemente un pasto caldo e un posto dove dormire”.

Quali sono stati i momenti più emozionanti vissuti durante la ricerca di storie?
“Non è facile scegliere ogni anno opere e storie, perché ci sono davvero migliaia di esempi che potrebbero essere proposti per dare testimonianza di come la Chiesa sia una presenza certa e immancabile nel nostro passato, presente e futuro. In giro per l’Italia e nei Paesi più poveri, ogni storia ci ha donato momenti unici ed emozionanti. Vogliamo essere cassa di risonanza del “grazie” pronunciato ogni volta dalle persone aiutate e rivolgerlo ai contribuenti che ogni anno destinano l’8xmille alla Chiesa cattolica per il bene comune”.

Grazie all’8xmille si riescono a portare avanti molti progetti, su cosa è puntata in particolare l’attenzione in questo momento?
“Il Covid-19 ha colpito duramente la realtà del Paese, non solo a livello sanitario ed economico, ma anche a livello sociale. Infatti, la necessità di rimanere il più possibile in casa per evitare di diffondere i contagi ha portato le persone a vivere una condizione di isolamento forzato. Anche se si è trattato di una misura inevitabile per contenere la pandemia, si è ripercossa sulla quotidianità di ognuno, in particolare su quella dei soggetti più deboli: anziani, persone sole e malate o senza fissa dimora, famiglie in condizioni di indigenza. Per non parlare dei bambini, nonché di donne vittime di violenza domestica. Purtroppo, la lista di coloro che si sono trovati in difficoltà è lunga. Per questa emergenza la CEI tra marzo e maggio ha devoluto 237,9 milioni di euro. Così, tramite le diocesi e le Caritas diocesane, sono stati attivati nuovi progetti di solidarietà a supporto dei più deboli: ascolto, aiuti materiali, accoglienza, ricettività, sicurezza, conforto, contrasto alla povertà educativa, sostegno per chi aveva perso l’unica fonte di reddito, presenza in ospedali/Rsa, accoglienza di infermieri e medici… Nuove risposte concrete che la Chiesa cattolica ha potuto dare, coerentemente all’Annuncio del Vangelo, grazie a quella firma che ogni anno tanti italiani, cattolici e non, rinnovano sul proprio modello fiscale”.

Quelli raccontati sono degli spaccati della realtà. Storie che abbiamo sentito raccontare per lunghi periodi. Cosa l’ha spinta a riaccendere i fari su alcune zone d’Italia?
“Da una rilevazione fatta dal 3 al 23 giugno da Caritas italiana (169 Caritas diocesane su 218), le persone accompagnate e sostenute da marzo a maggio sono risultate quasi 450.000, di cui il 61,6% italiane. 92.000 famiglie in difficoltà hanno avuto accesso a fondi diocesani, oltre 3.000 famiglie hanno usufruito di attività di supporto per la didattica a distanza e lo smart working, 537 piccole imprese hanno ricevuto un sostegno. Da sottolineare che il 34% di chi si era rivolto alle Caritas nel periodo di lockdown lo faceva come “nuovo povero”, cioè per la prima volta”.

“Dietro ogni progetto le risorse economiche sono state messe a frutto da sacerdoti, suore e i tantissimi operatori e volontari che quotidianamente rendono migliore un Paese reale, fatto di belle azioni, di belle notizie. “La carità non si ferma!” Un Paese, e una Chiesa, che per il bene comune non si sono mai bloccati, neanche durante la pandemia, che meritano di essere narrati. Lo ha fatto in parte la campagna di comunicazione della CEI 2020 “C’è un Paese”.

“La Chiesa cattolica, anche nell’emergenza, non ha mai smesso di prendersi cura dei più deboli. Non vogliamo accendere dei “fari” su “alcune” zone del nostro Paese perché, ovunque andiamo, sappiamo che il nostro compito sarà sempre quello, ancora una volta, di dare voce a questa Chiesa”.

“Una Chiesa che c’era prima della pandemia, che è stata al fianco del suo popolo durante l’emergenza con i fondi 8xmille e la sua rete di solidarietà, e che sta continuando a progettare nuovi interventi sognando di ricostruire il futuro insieme. Una Chiesa, e un Paese, motivati da valori che sono quelli del Vangelo: amore, conforto, speranza, accoglienza, annuncio, fede”.

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