Jesuit Refugee Service e Gonzaga Campus: la scuola inclusiva di italiano per stranieri

Il modello proposto è quello della crescita socio-relazionale. "Dopo un periodo di pausa forzata per la pandemia abbiamo ripreso tutte le nostre attività della scuola", racconta il gesuita Giacomo Andreetta

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Si è stranieri finché non si parla la lingua. L’inclusione è prima di tutto socio-linguistica. Poi anche lavorativa. Per questo ai migranti è dedicata una scuola d’italiano per stranieri a Palermo. Tra gli studenti del “Gonzaga” anche chi fugge da povertà e violenze. In Italia si segue già da anni un modello didattico mirato all’inclusione scolastica di rifugiati e migranti. In Germania invece si attua, con diverse articolazioni in ogni singolo Bundesland, un modello che punta soprattutto all’omogeneità delle classi scolastiche. E, almeno inizialmente, alla creazione di classi separate. In Francia si segue un modello misto che accoglie gli studenti stranieri nelle classi regolari. E li supporta con dei corsi speciali. Per insegnare loro la lingua francese. Ognuno di questi approcci crea specifici problemi e opportunità. Variano le regole e le modalità dell’inclusione linguistica dei migranti in Francia, Germania e Italia. Così come muta la ripercussione di questi orientamenti sull’acquisizione delle lingue da parte dei migranti.

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Stranieri da integrare

La scuola d’italiano per immigrati è nata al Gonzaga. Ed è riconosciuta dal Centro Astalli. Volto italiano del “Jesuit Refugee Service“. In soccorso di quanti fuggono da povertà e violenza. Un punto di riferimento per migranti e rifugiati che vogliono integrarsi. A cominciare dalla lingua del Paese che li ospita. “Sono a Palermo da quattro anni. E questo è il primo anno che partecipo al corso di italiano- racconta Sara, 35 anni, giunta in Italia dalla Nigeria-. Cercare di imparare la lingua italiana è molto importante. Soprattutto perché ti dà una maggiore possibilità di trovare un lavoro. Spesso tanti problemi nascono proprio dalla difficoltà di non riuscire a capirsi“.stranieri

Obiettivi

“Voglio imparare bene a scrivere e parlare la lingua italiana- aggiunge Adish, un mauriziano 24enne-. Il mio desiderio è quello un giorno di potere lavorare come mediatore culturale. Migliorando la comunicazione si possono raggiungere tanti obiettivi”. Tra gli studenti anche una giovane brasiliana, Any. La 28enne da poco ha ottenuto anche la cittadinanza italiana. “La cultura italiana mi è sempre piaciuta molto– spiega-. Mi sono laureata in matematica nel mio Paese. Ma il mio desiderio in Italia è quello di specializzarmi nella Lingua dei Segni (Lis) per le persone sorde”. A dedicarsi alle persone migranti ci sono dieci volontari e quattro ragazzi. Per il tirocinio formativo scuola-lavoro. Fra i volontari un seminarista. Un insegnante d’italiano della scuola primaria. Un insegnante di francese delle scuole medie. E alcuni docenti in pensione. stranieri

Servizio di volontariato

“Dopo un periodo di pausa forzata per la pandemia, dallo scorso novembre, abbiamo ripreso tutte le nostre attività della scuola”, racconta il gesuita Giacomo Andreetta. Prosegue il coordinatore del servizio di volontariato della scuola: “Al momento ci sono circa quaranta stranieri. Dai 12 ai 40 anni. Ma il loro numero potrebbe crescere anche se in misura limitata per le normative anticovid. Abbiamo diversi casi di ricongiungimento familiare. Riguarda persone che sono dovute partire da zero con la lingua italiana”. Gli allievi provengono da diversi paesi. Argentina. Brasile. Bangladesh. Sri Lanka. Mariutius. Costa D’avorio. Ghana. Nigeria. Algeria. Lettonia. Ucraina. La scuola è aperta tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì. Ed è organizzata in quattro corsi.stranieri

Pilastri

“Abbiamo persone che hanno bisogno di una vera e propria alfabetizzazione primaria– sottolinea Andreetta-. E altre, invece, che hanno necessità di migliorare il livello di apprendimento. Per motivi di lavoro o per ottenere la cittadinanza. A maggio ci sarà per alcuni la possibilità di sostenere l’esame da esterni. Ciò certifica il livello linguistico B1.. Necessario per la carta di soggiorno. Oppure per la cittadinanza”. La scuola d’italiano del Centro Astalli è “uno dei nostri pilastri portanti del Gonzaga”, puntualizza padre Vitangelo Denora.stranieri

Proposta educativa

Aggiunge il direttore generale del Gonzaga Campus: “L’esperienza della scuola per stranieri ormai da molti anni viene portata avanti dentro il campus. E per noi è fondamentale. Non si tratta di una ospitalità. Ma di una realtà significativa che costituisce elemento integrante della nostra proposta educativa. Al Gonzaga abbiamo infatti tre scuole. La scuola italiana. La scuola internazionale. E la scuola per immigrati. Che condividono i valori di accoglienza. Inclusione. Ed integrazione sociale. Il modello che proponiamo è quello della crescita socio-relazionale reciproca. Attraverso proprio lo scambio umano. Nutrito dall’arricchimento interculturale e multiculturale“.

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