Contro lo spreco alimentare per proteggere l’ecosistema

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Oggi ricorre la prima giornata internazionale che la consapevolezza sugli sprechi e le perdite alimentari, in particolare, in Italia, nonostante lo spreco alimentare sia diminuito in maniera rilevante nel corso del 2020, tanto che si stima che oltre il 66% degli italiani ritiene che vi sia una precisa connessione tra spreco alimentare, salute dell’uomo e dell’ambiente. In particolare l’organizzazione mondiale della sanità evidenzia che, evitando lo spreco alimentare attraverso l’utilizzo di buone pratiche, si potrebbero salvare ogni anno quasi 3 milioni di persone dalla denutrizione.

Alla luce dei dati sopra esemplificati è fondamentale che tutti i paesi del mondo ed in particolare quelli maggiormente sviluppati dal punto di vista economico e sociale si adoperino in maniera celere e fattiva per far sì che gli obiettivi previsti dall’agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile diventino realtà, in special modo per quanto concerne il porre fine alla fame del mondo attraverso il raggiungimento della sicurezza alimentare che possa nel contempo migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile per alimentare quei 795 milioni di persone che oggi nel mondo soffrono la fame ed in particolare i 2 miliardi di persone che abiteranno il nostro pianeta nel 2050.

A titolo esemplificativo si pensi che la malnutrizione provoca quasi la metà dei morti nei bambini al di sotto dei 5 anni nel mondo, con la preoccupante e vergognosa cifra di 3,1 milioni di bambini all’anno deceduti per mancanza di cibo.

In considerazione dei dati precedentemente esemplificati è fondamentale ed imprescindibile che ognuno di noi si adoperi in maniera energica e fattiva affinché si aumentino gli investimenti in un agricoltura sostenibile che sappia nel contempo incrementare il numero di coltivazioni e rispettare  la biodiversità, attraverso un proficuo aumento della cooperazione internazionale che permetta di valorizzare gli investimenti e le infrastrutture agricole nelle zone rurali, attraverso uno sviluppo pienamente sostenibile ed ecocompatibile migliorando la capacità produttiva ed alimentare nei paesi in via di sviluppo ed in particolare nei paesi meno sviluppati.

In particolare – per risolvere il problema dello spreco alimentare e la conseguente scarsità di generi alimentari in molte aree del pianeta – è fondamentale che i governanti di tutti i paesi del mondo conferiscano attuazione pratica al fulgido discorso di Papa Francesco pronunciato nel febbraio 2019 di fronte ai governatori del Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo il quale deve assurgere maggior forza in questo periodo connotato dalla pandemia da Covid-19: “Il cibo che si spreca è come se lo si rubasse dalla mensa del povero, di colui che ha fame. Abbiamo fatto dei frutti della Terra, dono per l’umanità, un privilegio di alcuni, generando esclusione. Abbiamo stravolto i fini della terra. La mancanza di alimenti non è qualcosa di naturale, non è un dato ovvio: il fatto che oggi, in pieno ventunesimo secolo, molte persone patiscono questo flagello, dovuto ad una egoista e cattiva distribuzione delle risorse, a una mercantilizzazione degli alimenti”.

In ultima istanza, alla luce del lungimirante pensiero di Papa Francesco, è fondamentale che ognuno di noi nella gestione domestica quotidiana del cibo, attui comportamenti virtuosi al fine di ridurre radicalmente lo spreco dello stesso, con l’obiettivo – a breve termine – di ridurre radicalmente la triste percentuale del 10,8% di persone al mondo che soffrono la fame ed evitare nel contempo la produzione di 1,3 miliardi di tonnellate di cibo sprecato e causa di inquinamento ambientale; ciò dovrà essere permeato dal bellissimo insegnamento di Madre Teresa di Calcutta la quale era solita pronunciare questa bellissima frase: “Non preoccuparti dei numeri. Aiuta una persona alla volta e inizia sempre con la persona più vicina a te”.

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