Disabilità, lo sport come ponte per l’inclusione

L'incontro tra Lorenzo Lodola e Nicola Dutto, il primo pilota paraplegico ad aver partecipato alla Dakar e poi nel 2020 alla Africa Eco Race

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Oltre la disabilità. Lo sport come ponte verso l’inclusione. Nella storia del 17enne Lorenzo Lodola la passione per i motori è diventata strumento di integrazione sociale. Tutto ha inizio quando Lorenzo Lodola incontra Nicola Dutto. Il primo pilota paraplegico ad aver partecipato alla Dakar E poi nel 2020 alla Africa Eco Race. Nicola Dutto trova in Lorenzo Lodola qualcosa di speciale. “Vengo avvicinato continuamente da ragazzi– spiega Dutto-. Spesso purtroppo vittime di gravi incidenti. Ma il caso di Lorenzo è particolare. Ha talento per rally e motori. Ha la testa giusta. Ama come me la meritocrazia. Mi rivedo un po’ lui. Nelle paure. Nell’allegria. Nell’affrontare le cose belle e brutte della vita. Nell’impegno. Nella passione“.

Sport e disabilità

Il ragazzo viene coinvolto da Nicola Dutto, pilota con esperienza, nella partecipazione alla Baja Aragon. Si tratta dell’evento rally che in Europa è punto di riferimento. Partecipa alla Para Baja Aragon. Lorenzo Lodola vi partecipa. Guidando un quad automatico. Con acceleratore e freni a manubrio. Accompagnato dall’amico Marco Vesnaver come “ghost rider“. Va tutto bene, in questa storia di passione, forza, sport e amicizia. “C’è un immenso piacere quando lo vediamo arrivare molto carico e felice– spiega all’Ansa Claudio Lodola, il padre di Lorenzo-. C’è certo il timore che non succeda qualcos’altro. Perché oggi Lorenzo ha solo le braccia. Però in questo momento vince il sorriso quando torna”. La mamma e il papà, come tutti i genitori, erano preoccupati. Temevano che potesse accadere qualcosa durante la corsa che aggravasse la sua condizione. Ma quello che il piemontese Lorenzo Lodola, con il suo sorriso e il suo impegno, è riuscito a fare va oltre ogni risultato sportivo.

La passione per i motori

Il 17enne ha rasserenato tutti. E li ha spinti a credere al suo sogno. E cioè che non esistono limitazioni In sella a un quad. Insieme al proprio amico del cuore a fare da “guidatore ombra”. E così la disabilità, nell’adrenalina di un rally, diventa qualcosa che può essere dimenticato. In favore dello sport. Dell’amore per i motori. E di un ritorno pieno alla vita. E alla spensieratezza giusta per l’età. Lo scorso 23 e 24 luglio in Spagna, Lorenzo Lodola ha partecipato alla Para Baja Aragon. Corsa di rally importante a livello europeo. Nella sessione dedicata ai piloti disabili. Registrando tempi degni della metà classifica dei normodotati. “L’ho seguito per un po’. Non riuscivo a stargli dietro” commenta papà Claudio. E l’obiettivo di Lorenzo Lodola è proprio questo. Gareggiare presto proprio con i normodotati.

Oltre le difficoltà

Lorenzo è da sempre amante dello sport. Forte, bello e pieno di vita praticava ciclismo a livello agonistico. Nelle specialità Enduro e downhill. Con grande coraggio. Nell’agosto del 2020, in Svizzera, una caduta, in una escursione enduristica, sconvolge la sua quotidianità. Rimane paralizzato dal costato in giù. Le ricerche disperate con l’elicottero. Nei percorsi di montagna. Dove era difficile individuarlo. Pur avendo lui inviato la posizione col cellulare. La corsa in ospedale a Losanna. E poi i lunghi mesi al Cto di Torino. Il Centro Traumatologico Ortopedico. Nell’unità spinale. Da agosto dello scorso anno Lorenzo è uscito dall’ospedale nel marzo di quest’anno. I genitori sono riusciti nell’intento di non lasciarlo mai solo. Per tanti mesi. E nonostante le difficoltà legate al Covid che ha contratto. E che hanno complicato il decorso. Fianco a fianco con il papà e la mamma. Fino alla rinascita con lo sport che Lorenzo ama.

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