L’azione umanitaria della Caritas in Somalia

Nonostante le difficoltà e l'ostracismo nei confronti della minoranza cristiana, in un paese frammentato dal punto di vista sociale e politico, Caritas Somalia attua una encomiabile azione umanitaria nei confronti della popolazione locale

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A member of Somalia's security services patrols the scene of a suicide car bomb blast on August 30, 2016 in Mogadishu. At least seven people were killed on August 30 when jihadists exploded a suicide car bomb outside a popular hotel close to the presidential palace in Somalia's capital Mogadishu. The Al-Qaeda aligned Shabaab jihadists claimed responsibility for the attack on the SYL hotel which was previously attacked in both February 2016 and January 2015. / AFP / Mohamed ABDIWAHAB (Photo credit should read MOHAMED ABDIWAHAB/AFP/Getty Images)

La Repubblica Federale di Somalia è uno Stato dell’Africa orientale ubicato nel cosiddetto Corno d’Africa; lo stesso ha una popolazione di 11 milioni e 700 mila abitanti con capitale Mogadiscio ed in passato il suo territorio fu una colonia inglese e italiana indipendente a partire dal 1960.

Storia e attualità: la frammentazione della Somalia permane

Tanto premesso, dalla sua indipendenza ad oggi la Somalia – pur essendo sottoposta ad un regime autoritario da Siad Barre – rimane fortemente frammentata in una molteplicità di etnie e clan che, a partire dal 1991, sfocia in una guerra civile il cui attore principale è lo United Somali Congress guidato dal generale Mohamed Farah Aidid.

La guerra civile ha causato molte vittime ed indicibili sofferenze tra la popolazione civile, tanto che nel 1992 si è reso necessario l’invio di un contingente di pace che però – nel 1995 – ha abbandonato il Paese lasciandolo ancora diviso in diverse fazioni contrapposte.

Purtroppo, allo stato attuale, a causa della pandemia da Covid – 19 e dell’estremismo di matrice jihadista, la condizione della popolazione risulta precaria ed in particolare per quanto riguarda la minoranza cristiana essa è bersaglio – insieme al contingente di pace internazionale – di attacchi e violenze da parte di al – Shabaab e nello stesso tempo la stessa non è tutelata dal governo somalo che teme di essere accusato di favorire quelli che i terroristi islamici definiscono crociati.

Nonostante questa difficile situazione Caritas Somalia pone in essere una pregevole opera di aiuto alla popolazione locale, a titolo esemplificativo basti pensare che la stessa ha coadiuvato ben 500 famiglie colpite dal ciclone Gati per un totale di 3500 persone nonostante la perdurante ostilità di gruppi estremisti locali.

Incentivare celermente la pacificazione

In conclusione, alla luce di quanto precedentemente esemplificato, è fondamentale che le istituzioni internazionali preposte agiscano con celerità attraverso il rafforzamento del contingente di peacekeeping, li dislocato, con l’obiettivo di incentivare il processo di pace e consentire contestualmente alla popolazione – indipendentemente dalla fede religiosa – di vivere tranquillamente e ricevere tutti gli aiuti umanitari necessari in ossequio alla fulgida azione posta in essere da Caritas Somalia la quale conferisce concreta attuazione al lungimirante pensiero di Papa Francesco che dice: “La pace è una conversione del cuore e dell’anima. È una sfida che chiede di essere accolta giorno dopo giorno”.

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