LA VOCE DEGLI ULTIMI

La solidarietà che illumina gli ultimi

A Napoli ci sono oltre duemila persone senza fissa dimora a fronte del numero di posti letto molto inferiore. Spesso i dormitori sono luoghi aperti solitamente dalle 19 alle 9 del mattino, in cui gli homeless si recano solo per dormire, appunto, senza svolgere altre attività. Quindi, senza le attività di volontariato la questione clochard sarebbe ancor più grave di quella attuale. Tra le molte realtà che si occupano di stare vicino ai senzatetto vi è Angeli di Strada Villanova che, da circa dieci anni, ogni lunedì gira per le città di Napoli e provincia distribuendo cibo e generi di prima necessità a coloro che soffrono. Interris.it ha intervistato il fondatore nonché presidente dell’associazione Marcello Ciucci.

Immagine tratta dalla pagina Facebook di Angeli di Strada Villanova

L’intervista

Com’è nata, che obiettivi si pone e come agisce Angeli di Strada Villanova?

“Angeli di Strada Villanova quest’anno a novembre/dicembre festeggia dieci anni di attività. Insieme a due amici, dieci anni fa, la sera dell’antivigilia di Natale, decidemmo di portare qualcosa per la strada – una quarantina di panini – ai senzatetto. Da quel momento in poi l’associazione, che poi non abbiamo voluto riconoscere perché non devono esserci gerarchie né tantomeno soldi, è cresciuta con l’arrivo di molte persone. Noi usciamo ogni lunedì sera dividendoci in due gruppi che operano in due diverse zone di Napoli e portando, allo stato attuale, 170 buste – ognuna delle quali comprende un panino, un primo piatto caldo d’inverno e freddo d’estate, una bottiglia da mezzo litro di acqua, una banana e poi – a parte – aggiungiamo tutta una serie di cose che raccogliamo dai negozianti e dai ristoranti del quartiere che le cucinano per noi. Abbiamo ad esempio 50 pizze fritte che ritiriamo dalla pizzeria di Errico Porzio, ci sono poi le pasticcerie del quartiere Posillipo che, avendo il riposo settimanale di martedì, ci consegnano l’invenduto fresco. La finalità è quella di assolvere a un bene primario, come tante altre realtà sul piano locale e nazionale, è un primo passo in quanto, attraverso il cibo si conversa e si sta un po’ con queste persone, in seguito dovrebbe essere il welfare locale e nazionale a subentrare. In particolare, insieme a mia moglie Marika, abbiamo instaurato una serie di contatti con diverse persone in difficoltà che sentiamo durante la settimana. La peculiarità di Vicini di Strada Villanova è quella di non cucinare nei luoghi dove siamo di passaggio ma, abbiamo creato un database, di circa 60/70 cuoche volontarie alle quali chiediamo la disponibilità una volta ogni due settimane di farci arrivare 15 primi piatti o 15 panini nei locali dove assembliamo il tutto. Questo ha fatto si che, la quantità di alimenti che riusciamo ad avere, appunto non cucinata nei locali dove siamo, permette alle persone di partecipare in maniera diretta e con impegno alla consegna degli stessi. Nel corso del tempo, da tre anni a questa parte, abbiamo sviluppato una collaborazione con la Comunità Evangelica di Napoli e con Villa Betania, la quale è una clinica gestita dalla stessa che distribuisce con noi sacchi a pelo e zainetti che contengono l’essenziale per lavarsi. Noi non chiediamo donazioni ma, quest’anno, ne abbiamo avute diverse, che lasciamo in mano ai donatori e chiediamo loro di comprare ciò che ci serve – dalle mascherine, ai gel igienizzanti, alle candele ed ai prodotti alimentari a corroborare le spese. Da sette anni a questa parte si è stretta una grossa comunione di intenti con la Fondazione Progetto Arca Onlus di Milano che ci mandano diversi pacchi alimentari e altri prodotti che in parte consegniamo alle parrocchie e in parte teniamo per noi. Ci proponiamo semplicemente di fare quello che dovrebbero fare tutti quanti, ossia restituite quello che abbiamo avuto, molto o poco che sia”.

Chi lo desidera in che modo può aiutarvi?

“Chi lo desidera ci può contattare tramite i nostri canali social e attraverso il nostro numero di telefono. L’appetito vien mangiando, come diceva Arbore più siamo meglio è. Il Papa dice che non possiamo girarci dall’altra parte e guardare gli altri dall’alto in basso se non per porgere la mano. C’è sempre una motivazione che smuove il cuore di ognuno e noi contiamo di continuare almeno per altri vent’anni”.

Christian Cabello

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