E’ più povera una società che spreca il cibo. App contro il “food waste”

Alla conferenza internazionale n Vaticano sugli sprechi alimentari, papa Francesco ha esortato a "mettere fine alla cultura dello scarto”. Adesso un'app contrasta il fenomeno dell’usa e getta, rispettando l'etica e l'ambiente

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La tecnologia come mezzo per evitare di sprecare il cibo. Un’app contro il “food waste“. Alla conferenza internazionale n Vaticano sugli sprechi alimentari, papa Francesco si è rivolto a “noi che preghiamo il Signore di darci il pane quotidiano“. Da qui l’appello a papale a “mettere fine alla cultura dello scarto. Perché “lo spreco alimentare contribuisce alla fame e ai cambiamenti climatici”, avverte il Pontefice.

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Spreco alimentare

Stop allo spreco di cibo

Adesso un’app contrasta il fenomeno dell’usa e getta, rispettando l’etica e l’ambiente Si chiama “Squiseat”. Ovvero mangiare squisito. Più semplicemente, consumare gli scarti di cibo non significa affatto mangiare male. La soluzione? Un’applicazione di cibo a metà prezzo per ridurre gli sprechi. E’ un’iniziativa di quattro neolaureati bolognesi. Armati di buona volontà si danno da fare per supportare rosticcerie, gastronomie. E altre attività di ristorazione particolarmente afflitte dall’invenduto alla fine della giornata. Il loro obiettivo è quello di provare a conciliare l’interesse di cliente e ristoratori.cibo

Rete di raccolta

In che modo? E’ sufficiente un po’ di organizzazione. Una piccola rete di raccolta e di distribuzione. Per riuscire a salvare tutta una serie di eccellenze gastronomiche che avrebbero come unico sbocco la spazzatura. I loro nomi sono Alberto Drusiani, Luca Morosini, Gabriele Calarota e Ossana Gana. Hanno studiato alla facoltà di Informatica dell’università di Bologna. E si sono poi iscritti allo StartUp Day dell’Alma Mater per i giovani talenti con il pallino del business. Rientrando tra i 30 selezionati.cibo

In tempo reale

Il loro obiettivo è semplice. Segnalare in tempo reale la presenza del cibo invenduto. Nei locali più vicini agli utenti. Per facilitarne l’asporto. Il modello è quello già sperimentato da un’iniziativa che ormai ha più di quindici anni di vita. Cioè quella di “Last Minute Market”. Una società spin-off accreditata dell’Università di Bologna. Nata nel 1998 come ricerca coordinata dal professor Andrea Segrè alla Facoltà di Agraria. Nel 2001 fu costituita una prima associazione per dare struttura al gruppo di lavoro. E nel 2003 venne fondata la prima società. La cooperativa “Carpe Cibum“. Nel 2008 ha visto la luce “Last Minute Market Srl”. Lo spin off universitario nel 2019 si è trasformata in impresa sociale. L’obiettivo è raccogliere il cibo. Appena scaduto o in scadenza dai supermercati. Ma ancora commestibile. E distribuirlo nelle mense dei poveri.

Valorizzazione

Attraverso la app “Squiseat” ognuno ordina il prodotto che più preferisce. Pagandolo però la metà. Ciò consente di valorizzare le pietanze offerte. Perché il cliente che le sceglie non acquista “scarti” di cattiva qualità. Bensì eccedenze di alto livello qualitativo che sono rimaste invendute. Anche i locali che le ricevono hanno il loro ritorno economico. Il sistema è in continua evoluzione. Nei prossimi mesi l’asporto classico verrà integrato da un sistema di delivery di tipo etico e sostenibile.

 

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