Un sondaggio rivela cosa manca ai giovani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:23

Salute, lavoro, istruzione, rete sociale e territoriale. Sono queste le dimensioni del benessere che mancano ai giovani. E' la fotografia scattata dall'Istat, l'Istituto di statisca nazionale, nel rapporto “Benessere equo e sostenibile”. Questa condizione causa la sofferenza di quasi due milioni di giovani tra i 18 e i 34 anni. Quella che l'istituto chiama “multi-deprivazione” è più alta tra i giovani adulti di 25-34 anni e nel Mezzogiorno. Analizzando le diverse sfere alla base del Bes, si confermano difficoltà su lavoro, conciliazione dei tempi di vita e soddisfazione economica.    

Low performer in italiano e matematica

Tra i ragazzi del secondo anno delle scuole superiori la quota di coloro che non “raggiunge la sufficienza (low performer) nelle competenze è del 30,4% per l'italiano e del 37,8% per la matematica”. Lo rileva l'Istat nel Rapporto Bes, con riferimento all'anno scolastico 2018/2019. “Nelle regioni del Mezzogiorno la quota di studenti che non raggiungono un livello sufficiente sale – viene sottolineato – al 41,9% per le competenze in italiano e al 53,5% per quelle in matematica”.

Aspettative di vita

“Nel 2018, la speranza di vita alla nascita raggiunge il massimo storico, 82,3 anni (80,9 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne)”. Così l'Istat nel Rapporto Bes, dove però sottolinea come la maggiore longevità femminile si accompagni “a condizioni di salute più precarie”.   

Femminicidi

Nel 2018 nel 54,9% dei casi le donne sono state uccise dal partner attuale o dal precedente“, rileva l'Istat nel Rapporto Bes, sottolineando come permangono “forti differenze di genere nella relazione tra autore e vittima dell'omicidio: l'81,2% delle donne uccise è vittima di una persona conosciuta (64% nel 2004)”. In generale, viene spiegato, “nel 2018 si sono verificati 212 omicidi di uomini e 133 di donne (corrispondenti rispettivamente a 0,7 e 0,4 omicidi per 100mila abitanti dello stesso sesso). L'ultimo anno conferma la tendenza alla diminuzione del tasso di omicidi degli uomini (0,8 nel 2017), ma non di quello delle donne che rimane stabile (0,4 nel 2017)”.

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