Un progetto per combattere il bullismo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:45

Costantemente balzano alle cronache episodi di discriminazione e di violenza nelle scuole. Il bullismo è ormai una piaga contro la quale le istituzioni e la società civile provano a reagire attraverso vari strumenti di prevenzione. Un progetto in tal senso è nato di recente, su iniziativa dell'associazione “Non Si Tocca la Famiglia” ed in collaborazione con il regista Pupi Avati e la Duea Film, rivolto gratuitamente a ragazzi di scuole medie e superiori. Nello specifico, l'itinerario educativo è volto a prevenire le discriminazioni contro la disabilità. “Uno spazio di approfondimento e di riflessione per volgere lo sguardo 'oltre il muro'“, si legge nel comunicato dell'associazione. “Il fulgore di Dony” è il titolo del film che verrà proiettato nelle scuole e poi discusso con gli studenti. Questa pellicola che parla di disabilità nell'ambito giovanile – si legge sul sito del'associazione – “offre una storia che sconvolge gli schemi, i piani e le certezze di amici, figli e genitori e apre con coraggio una pagina di riflessione che aiuterà ad interrogarsi sul senso della normalità e di quel che invece non lo rappresenta”.

“Sapere per educare”

Il progetto verrà lanciato sabato prossimo, 29 settembre, presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, in occasione dell'evento “Sapere per educare”, insieme al progetto di lettura per la scuola dell'infanzia e primaria “Uguali Diversi”, volto a valorizzare le differenze tra bambini e bambine aprendo lo sguardo verso i piccoli provenienti anche da altre culture. Giusy D'Amico, presidente di “Non Si Tocca la Famiglia”, spiega che sabato ci sarà anche “occasione di condividere proposte di vario tipo per coinvolgere gli studenti in attività di riflessione davvero rispondenti alle finalità dei temi trattati sul bullismo, sulle discriminazioni e sul tema dell' affettività”. In tal senso – sottolinea la D'Amico – “è fondamentale la partecipazione dei genitori“. Quello della collaborazione genitori-scuola, d'altronde, è un tema molto sentito dall'associazione, che si è trovata spesso in prima linea per difendere le aule scolastiche dall'infiltrazione di quella che viene definita l'ideologia gender e su quanto spesso viene offerto in ordine a questi temi sensibili, “che – spiega – non sempre rispondono a contenuti condivisi dalle famiglie che devono essere coinvolte adeguatamente e su cui è loro diritto esprimere assenso o dissenso”. Il cavallo di battaglia è che prima di far partire progetti che riguardano temi sensibili, venga richiesto il consenso informato ai genitori, “visto che sono attività opzionali senza cattedra e voto”, aggiunge la D'Amico.

Lo sprone di Papa Francesco

Rapporto tra famiglia e scuola che, aggiunge la D'Amico, è stato chiarito da Papa Francesco in occasione dell'udienza privata ai membri dell'Age (Associazione italiana genitori), lo scorso 8 settembre. In un passaggio del suo discorso che non ha trovato ampia risonanza mediatica, il Pontefice ha affermato: “Se infatti voi genitori avete bisogno degli insegnanti, anche la scuola ha bisogno di voi e non può raggiungere i suoi obiettivi senza realizzare un dialogo costruttivo con chi ha la prima responsabilità della crescita dei suoi alunni. Come ricorda l’Esortazione Amoris laetitia, 'la scuola non sostituisce i genitori bensì è ad essi complementare. Questo è un principio basilare: qualsiasi altro collaboratore nel processo educativo deve agire in nome dei genitori, con il loro consenso e, in una certa misura, anche su loro incarico'”. Parole, quelle del Papa, che “ci danno coraggio e fiducia nella nostra missione”, commenta la D'Amico.

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