Svezia in fiamme: colpa dei cambiamenti climatici?

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Quest'estate gli svedesi sono costretti a far fronte con un fenomeno tutt'altro che frequente a quelle latitudini: gli incendi dei boschi. L'anomalo caldo e la conseguente siccità hanno provocato fino a 80 roghi in Svezia, anche a ridosso del Circolo Polare Artico, mettendo in seria difficoltà gli uomini e i mezzi del Paese, solitamente non abituati a gestire più di tre o quattro incendi boschivi ad estate. Ecco allora che due Canadair con 13 vigili del fuoco hanno fatto rotta verso nord dall’Italia, mentre una settimana fa squadre di aerei, pompieri e perfino soldati sono arrivati dalla Francia. Un convoglio di 44 camion si è messo in moto dalla Polonia, acclamato al suo arrivo in Svezia. A fornire uomini e mezzi sono state anche Norvegia, Germania e Lituania. sceso a 27, ma per i prossimi giorni sono previste ancora temperature fino a 35 gradi senza pioggia.

“La settimana scorsa e durante il fine settimana un livello record di sostegno dell’Ue è stato mobilitato”. Così è intervenuto sul tema anche il commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi dell'Unione europea, Christos Stylianides: “Stiamo lavorando 24 ore al giorno per aiutare la Svezia – ha detto -. È nostro dovere in un’Europa che protegge ed è vicina ai cittadini”. E ancora, ha detto Stylianides: “Gli incendi in Svezia mostrano che i cambiamenti climatici sono reali e che nessun Paese è immune da catastrofi naturali”. Il commissario ha poi ripreso la proposta della Commissione Junker di “rafforzare la risposta della protezione civile dell’Ue attraverso rescEU”, cioè una riserva Ue di risorse per gli interventi, “in modo che quando un disastro colpisce gli Stati membri si sia meglio preparati ad affrontarli”. Intanto il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze della Commissione sta monitorando da vicino la situazione in Svezia e il rischio di incendi boschivi in tutta Europa.

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