Pupi Avati: “Un mio film contro la cultura dello scarto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:00

Il tema della prevenzione e del contrasto della violenza sulle donne è stato al centro di una giornata che si è tenuta nei giorni scorsi presso l'Hotel Enea, ad Aprilia (LT). Si è trattato di una tappa del progetto presentato al dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dall'Associazione Non si Tocca la Famiglia in collaborazione con le associazioni Centro per la Famiglia, Istituto Poseidone e Istituto Giovanni Bosco. L'intento è stato aprire uno spazio di riflessione sul tema in questione, con l'ambizione di rieducare all'amore, di guardare con speranza a nuove alleanze tra uomini e donne. Presenti gli studenti delle scuole di Aprilia, oltre a docenti, famiglie e consiglieri comunali.

Il concorso

La giornata si è caratterizzata per la proiezione del film Il fulgore di Dony, del regista Pupi Avati. La pellicola in questione, nell'ambito di un concorso, viene portata nelle scuole da tempo, insieme a delle testimonianze di giovani – racconta Giusy D'Amico, presidente di Non si Tocca la Famiglia – “i quali raccontano come hanno superato le barriere dell'indifferenza e della discriminazione credendo nelle potenzialità che ognuno di noi ha dentro di sè”. All'Hotel Enea è dunque avvenuta la premiazione delle scuole partecipanti al concorso e dei testimonial del progetto: un giovane in sedia a rotelle della Federazione italiana pallacanestro in carrozzina e una ragazza che ha subito numerosi interventi cardiaci per una malformazione congenita. Si è poi tenuto il concerto del rapper Shoek, “che a differenza di altri artisti di questo genere che usano termini volgari nei confronti delle donne – sottolinea la D'Amico – inneggia alle donne difendendole come perle preziose”. La prossima tappa del concerto si terrà quanto prima, a Roma o sul litorale romano, fanno sapere gli organizzatori.

Avati: “La protagonista del film è eroica”

Intervistato da In Terris, Pupi Avati ha spiegato che il suo film si incentra “sul tema della diversità”, parla di una storia d'amore tra quindicenni, di una ragazza che “decide di sposarsi con un disabile, quindi di contrastare la cultura dello scarto“. Il celebre regista spiega che la protagonista del suo film pur di dare compimento a questa storia d'amore, “sacrifica se stessa, si mette contro i pregiudizi e anche contro i suoi genitori”. Il film – racconta ancora – “è stato proiettato in oltre 250 classi e istituti scolastici genovesi, più di recente sono stato a Castiglion del Lago, dove c'è stata una proiezione e ora verrà distribuito nelle scuole”. Avati spiega che la messa in onda sulla Rai è avvenuta solo a fine maggio scorso, slittando di quasi un anno, “ma ciò nonostante ha fatto 4milioni di ascolto, numeri più che dignitosi”. Il riscontro da parte dei ragazzi – sottolinea il regista – è stato “meraviglioso”, rimangono “commossi” dall'atteggiamento “eroico” della protagonista. Avati si dice “molto riconoscente” nei confronti di Non si Tocca la Famiglia, perché “ha dato un senso al film facendolo vivere anche oltre la programmazione televisiva”.


Selfie al termine dell'iniziativa all'Hotel Enea di Aprilia (LT)

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