Pisa sbarra la strada al gender

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:26

Nel giugno scorso a Pisa è stata scritta una pagina storica: in una città tradizionalmente di sinistra ha vinto, dopo un ballottaggio, un sindaco leghista, Michele Conti. E ora la svolta politica inizia a manifestarsi. L'amministrazione comunale, con una delibera di Giunta, ha scelto di uscire dalla rete “Ready” (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni), promossa a partire dal 2015 dalla Regione e da 14 pubbliche amministrazioni toscane per combattere le discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere.

“Gli orientamenti sessuali appartengono alla sfera privata”

“La giunta comunale – ha spiegato la vicesindaca Raffaella Bonsangue, come si legge su QuiNewsPisa – ritiene che siano venute meno le motivazioni per l’adesione all’accordo e che non sia opportuno proseguire in continuità con gli accordi presi dalla precedente amministrazione. Pertanto ha deciso di restituire la cifra di 2.800 euro stanziata dalla regione per ogni Comune aderente, per la presentazione del programma di attività 'Ready for visibility'”. La Bonsangue rileva che  “l'educazione dei minori deve restare di competenza delle famiglie. La fragilità dell’infanzia e dell’adolescenza non può e non deve essere turbata da pregiudiziali ideologiche da cui i bambini devono rimanere immuni per crescere sereni e conquistare la maturità nella piena e libera contezza di sé. Gli orientamenti e le condotte sessuali sono e devono rimanere un fatto privato e frutto di una scelta adulta“.

Le reazioni

Critica Pinkriot Arcigay, che parla di Pisa come “un’amministrazione ostile alla popolazione Lgbti della città”. Domani, martedì 13 novembre, è prevista una manifestazione di dissenso sotto il palazzo del Comune. Opposta la posizione del Comitato Difendiamo i nostri figli. “Come noto la rete Ready – scrive in una nota il comunicato – è uno dei principali canali per far affluire finanziamenti pubblici alle iniziative di propaganda omosessualista e diffusione della teoria gender nelle scuole. L’uscita da questa rete rappresenta per la città di Pisa un importante messaggio politico e culturale. Incoraggiamo l’amministrazione comunale a proseguire con coraggio e determinazione su questa strada verso una vera crescita delle nostre comunità nel rispetto di tutti ma libera da inquinamenti ideologici”.

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