Oltre 4000 bambini da 43 Paesi: al via il “Children’s global summit”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:30

Prende il via oggi nella Capitale il primo “Children’s global summit”. Il meeting, promosso dalla Congregazione per l’educazione cattolica della Santa Sede insieme all’Ufficio internazionale dell’educazione cattolica e alla Federazione istituti e attività educative, proseguirà fino al 30 novembre e vedrà la partecipazione di circa 4.000 persone tra bambini e ragazzi (5-18 anni), accompagnatori e genitori provenienti da 43 Paesi. L'event internazionale si inserisce all’interno del progetto “Io posso!”, ispirato all’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, che sperimenta l’approccio metodologico “Design for change”. Durante la tre giorni verranno svolte una serie di attività, fra cui la presentazione di alcuni dei progetti selezionati. Momento clou, l’incontro con il Santo Padre, sabato, in Aula Paolo VI.

Raggi: “Roma è orgogliosa”

“Oltre 2.500 ragazzi da tutto il mondo si incontrano nella nostra città per proporre idee per il futuro e soprattutto soluzioni per il presente. Di questo Roma è orgogliosa”. Lo ha detto ieri la sindaca Virginia Raggi durante la cerimonia inaugurale, ripresa dal Sir. “Il progetto ‘Io posso!’ – ha proseguito la Raggi – ha un grandissimo valore umano, sociale e formativo, e un obiettivo che la nostra amministrazione sostiene: portare dentro le scuole, le famiglie e la società, ‘semi’ concreti di un cambiamento possibile”. Un cambiamento, ha commentato, “di cui i giovani sono i veri protagonisti”. Raggi ha concluso affermando che “questo progetto significa condividere un metodo attivo di crescita individuale e collettiva, che consente di ridisegnare il domani a partire dalla salvaguardia dell’ambiente e dalla solidarietà, dalla cura della ‘casa comune’, che è il nostro mondo, fino a quella fondamentale, della persona”.

Fidae

“La Fidae, ha sposato fin da subito come principale partner italiano la possibilità di adottare la metodologia ‘Design for change’, nata in India nel 2009 e ideata da Kiran Bir Sethi, tramite il progetto ‘Io posso!’”. Così, Virginia Kaladich, presidente della Federazione istituti di attività educative (Fidae), durante la cerimonia di apertura. Secondo Kaladich, “i giovani rappresentano la principale risorsa su cui dobbiamo investire perché sono loro che cambieranno il mondo. Un cambiamento “che è urgente come lo stesso Papa Francesco ci dice”. “Lo scopo del progetto – ha precisato – è infatti sensibilizzare i ragazzi e dare loro in mano gli strumenti per sentirsi protagonisti del mutamento tenendo presenti gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e accogliendo la sfida che il Santo Padre ci ha lanciato con la Laudato si’: collaborare per costruire la nostra casa comune”. A margine la presidente della Fidae ha detto: “Come adulti abbiamo invece il dovere di lasciare ai giovani un mondo credibile. Di dare loro la speranza”, ha concluso.

Kiran Bir Sethi, ideatrice del metodo “Design for change”

“Se vogliamo un futuro sostenibile dobbiamo investire sui nostri figli”. Lo ha affermato oggi, Kiran Bir Sethi, l’ideatrice del metodo “Design for change”, ieri, durante la cerimonia inaugurale. “‘Design for change’ – ha spiegato – offre una semplice formula magica in 4 fasi – senti; immagina; agisci; condividi – che conduce gli studenti a comprendere empaticamente le situazioni, immaginare e mettere in atto soluzioni”. “Questo – ha precisato – sviluppa le abilità del 21° secolo come creatività, pensiero critico, comunicazione, collaborazione, così come competenze socio-emotive”. Bir Sethi ha concluso affermando che “l’obiettivo del progetto è quello di realizzare una catena mondiale di bambini, ragazzi, giovani in grado di agire per il bene, passo dopo passo, della nostra casa comune”. Nel 2009, Sethi ha fondato il movimento “Design for Change” con l'obiettivo di indurre i bambini a guidare il cambiamento nelle loro comunità scatenando quello che lei chiama il loro “potere superpotere”. Il movimento per incoraggiare il volontariato giovanile si basa su un modello semplice ma rivoluzionario: chiede ai bambini di parlare di qualsiasi problema che li disturbi, immaginare un modo per migliorarlo, fare un atto di cambiamento e condividere la loro storia di cambiamento con il mondo. In 10 anni, “Design for change” si è diffuso tra oltre 300.000 bambini in 35 Paesi del mondo. Al termine della cerimonia, la sindaca ha consegnato ai rappresentanti dei Paesi presenti la medaglia che commemora i natali di Roma, a sottolineare la dimensione mondiale dell’iniziativa.

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