Myanmar, l'Unicef: “Serve aiuto per 1,2 milioni di Rohingya”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:00
vescovo

Adue mesi dall'inizio dell'esodo della minoranza musulmana Rohingya in Bangladesh, sono circa 1,2 milioni le persone che vivono in condizioni precarie, senza assistenza salvavita di base. E' l'allarme lanciato dall'Unicef sottolineando che le esigenze delle famiglie scappate in massa dalla Birmania in Bangladesh “sono massicce e crescenti, ma i finanziamenti rimangono estremamente limitati”.

Pochi fondi disponibili

L'Agenzia Onu per i minori ha dichiarato di aver ricevuto solo l'11% dei 76 milioni di dollari necessari per fornire assistenza umanitaria salvavita ai bambini e alle donne colpiti dalla crisi. Dallo scorso 25 agosto, ha spiegato l'Unicef, circa 50 mila bambini sotto i cinque anni sono stati sottoposti a screening: sono stati riscontrati 1.500 casi di malnutrizione acuta. Inoltre, circa 700 mila persone, di cui 180 mila bambini, sono stati vaccinati contro il colera e 220 mila contro la polio, entrambe malattie fatali che possono diffondersi rapidamente nei campi di profughi.

La situazione nel campo di Cox's Bazar

Secondo le informazioni fornite dall'Unicef, sono 1,2 milioni le persone fuggite dallo stato di Rakhine a causa delle ondate di violenze per poi rifugiarsi nel campo di Cox's Bazar, in Bangladesh, circa 720.000 sono bambini. Sono 450 mila i Rohingya tra i 4 e i 18 anni che hanno bisogno di servizi per l'istruzione. Circa 17.000 mila bambini con malnutrizione cronica necessitano cure ospedaliere e ambulatori, mentre 120.000 donne in gravidanza o in allattamento hanno bisogno di cibo nutritivo complementare.

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