Lazio: bagno al mare tra plastica e rifiuti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:44

Tuffarsi in acqua d'estate è piacevole. Tuttavia, se si conoscesse il livello d'inquinamento dei nostri mari, forse lo sarebbe un po' meno. Un quadro per conoscere la situazione, almeno quella delle coste del Lazio, lo ha presentato oggi la squadra di Goletta Verde, la campagna di Legambiente dedicata allo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al sostegno del Conou, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea, il Consorzio nazionale riciclo e recupero imballaggi acciaio. Su 24 punti monitorati lungo la costa laziale, 17 presentano valori di inquinamento elevati (cioè il 71%) con la provincia di Roma a guidare questa poco lusinghiera classifica. Ad inquinare è in particolare la presenza di plastica, rifiuti e acque delle fogne non depurate.

La situazione suddivisa per province

Nel litorale capitolino, infatti, tutti e 11 i punti monitorati presentano valori di inquinanti elevati e nove di questi ricevono il giudizio di “fortemente inquinati”. Alcuni di questi erano già stati denunciati lo scorso anno con un esposto alla Capitaneria di Porto da presentato da Legambiente: la foce del fosso Zambra (Cerveteri), dove furono accertati due scarichi attivi del depuratore della Società “Ostilia srl” (depuratore privato); e la foce del rio Vaccina a Ladispoli, dove le indagini della Capitaneria individuarono macroaree urbane del Comune di Cerveteri che, anziché scaricare nella rete fognaria, riversavano i reflui non depurati direttamente nel corso d’acqua (fosso Manganello). Altri punti giudicati fortemente inquinati sono quelli alla foce fiume Arrone (Fiumicino); alla foce fiume Tevere (Ostia); alla foce del canale all’altezza di via Filadelfia (canale Crocetta) a Torvajanica, Pomezia; alla foce del Rio Torto (Pomezia); alla foce del fosso Grande (Ardea); foce del fosso Cavallo morto (Anzio); foce del porto canale Loricina (Nettuno). Giudicati “inquinati” i prelievi effettuati al Lungomare Pyrgi a Santa Severa di Santa Marinella e al canale dei Pescatori di Ostia. Legambiente aveva presentato esposti anche per molti di questi punti critici non ricevendo però risposta dalle autorità competenti.

In provincia di Viterbo sono due i campionamenti effettuati: alla foce del fiume Flora (Montalto Marina) nel comune di Montalto di Castro i valori sono risultati nella norma, mentre è fortemente inquinata l'acqua alla foce del fiume Marta al lido di Tarquinia. Nel Basso Lazio, in provincia di Latina, degli 11 punti monitorati cinque presentano cariche batteriche elevate. Giudizio di fortemente inquinato per i campionamenti per la foce del rio Santacroce (Gianola, Formia) e per la foce del rio Recillo (Scauri, Minturno). Tre i campionamenti giudicati inquinati: alla foce del canale Sant'Anastasia (a Fondi), alla foce Verde a Latina e alla foce del fiume Garigliano a Marina di Minturno. Entro i limiti gli altri campionamenti effettuati (dettagli in tabella).

Il nodo della maladepurazione

“La maladepurazione è un’emergenza ambientale che va affrontata con urgenza, visto tra l’altro che siamo stati anche condannati a pagare all’Ue una multa da 25 milioni di euro, più 30 milioni ogni sei mesi finché non ci metteremo in regola. Soldi che avremmo potuto spendere più utilmente per aprire nuovi cantieri per la depurazione”, sottolinea Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente. La mancata depurazione dei reflui fognari dell’entroterra, sottolinea Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, “è evidente dai risultati del monitoraggio, che ci vedono di fronte a criticità soprattutto in provincia di Roma, dove ogni punto monitorato risulta inquinato, peraltro in continuità rispetto agli scorsi anni. La situazione migliora in provincia di Latina mentre emergono luci e ombre nel viterbese. Chiediamo a tutti uno sforzo per prendere questi risultati non certo come un affronto alla bellezza indiscutibile della costa del Lazio, ma stimolo per costruire le azioni in grado di far diventare il mare più pulito”.

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