La tratta delle donne è un problema anche politico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:16

Le parole di denuncia forti di Papa Francesco nella sua prefazione al libro Donne Crocifisse di Don Aldo Buonaiuto sono un incoraggiamento per tante associazioni che, insieme alla Comunità Papa Giovanni XXIII, si battono contro questa vera ferita alla coscienza collettiva, come ha sottolineato oggi il Pontefice. La prostituzione non è mai una libera scelta della donna” ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan ad Adnkronos, commentando la prefazione del Pontefice, pubblicata in anteprima sul quotidiano Repubblica, a un giorno dalla Giornata mondiale contro la tratta.

Cifre drammatiche

I dati presentati di recente dal Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (Unicef) ritraggono un contesto sempre più grave. Al mondo, infatti, circa il 23% delle vittime della tratta sono bambine e adolescenti. Lo sfruttamento più diffuso – denuncia l'Unicef – è quello a fini sessuali, con le donne e le ragazze che rappresentano il 95% delle vittime registrate. Il fenomeno riguarda, molto spesso, i Paesi occidentali, luoghi di criminalità per reti deputate allo sfruttamento delle donne. Incrociando, inoltre, i dati del rapporto con quelli stilati dal Women's Refugee Commission, ne emerge che i flussi migratori clandestini contribuiscono a rafforzare questo settore criminale in cui, a farne le spese, sono soprattutto ragazze alla soglia della maggiore età che hanno intrapreso viaggi difficili con la speranza – disillusa, purtroppo – di una realizzazione umana e professionale dall'altra parte del Mediterraneo. Eppure, proprio le rotte di migrazione verso l'Italia – sottolinea la Commissione – sono luoghi in cui il rischio di violenza sessuale per donne, spesso indifese, è molto alto. Il libro Donne Crocifisse di don Aldo Buonaiuto non fa che schiudere le storie impensabili di alcune di loro, che non possono che suscitare un'indignazione collettiva, storie tessute di crudeltà e ferocia tali da scuotere e commuovere lo stesso Pontefice, il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ed altri esponenti delle istituzioni: “È un atto grave di violenza, una mercificazione umiliante del corpo di tante ragazze portate in Italia con l'inganno e poi ridotte in schiavitù” ha dichiarato perentoria Furlan.

La denuncia

Le pagine del libro assumono la forma di un vero e proprio atto di denuncia verso una società che tratta le donne come oggetto, in un atteggiamento deprecabile e tipico di quella che Papa Francesco ha definito “cultura dello scarto”. Per questo don Aldo Buonaiuto – sottolinea l'Ansa – non teme di affrontare la questione anche dal punto di vista politico. La sferzata del sacerdote è nei confronti di tutti quei politici che propongono di aprire un albo delle prostitute volto a dare al “mestiere più antico del mondo” l'etichetta di una professione come le altre: “È semplicemente disdicevole, oltreché affatto risolutivo – afferma don Aldo – ipotizzare che un Paese come l'Italia pensi di risolvere il problema del mercato delle schiave del sesso trasferendole in ambienti legalizzati e trasformando lo Stato nel grande 'protettore' ovvero nel pappone ufficiale di queste figlie. Sì, perché di questo si tratta e desidero ribadirlo perché si sveglino le coscienze: donne che hanno la stessa età delle nostre figlie e nipoti e che in tal modo sarebbero libere di scegliere il lavoro di prostituta”. Il sacerdote si domanda, allora: “Ma quale genitore vorrebbe mai vedere una figlia o un figlio prostituirsi, vendersi per tante volte al giorno, rilasciando un regolare scontrino per la prestazione sessuale fornita?”. Alla domanda, retorica, il sacerdote offre un'analisi socio-antropologica come risposta: “Il governo che sostiene chi fa diventare le donne prostitute rivela la decadenza profonda del diritto e della giustizia, prestando il fianco a una nuova forma di barbarie senza precedenti”

Il precedente: la sentenza della Consulta

Sulla stessa linea dell'accusa di don Aldo Buonaiuto s'innesta la sentenza emessa lo scorso marzo dalla Consulta, chiamata a valutare la presunta incostituzionalità della Legge Merlin nella parte in cui sanziona chi “recluta” persone che liberamente hanno scelto di prostituirsi. Per la Corte Costituzionale, infatti, “vendere il proprio corpo non è mai un atto totalmente libero, ma un'azione spesso determinata da fattori che limitano e condizionano la libertà di autodeterminazione dell'individuo”. Nella sostanza, la Consulta, ribadendo il diritto di libertà riconosciuto dalla Costituzione, ha sottolineato che anche le professionalità non direttamente riconducibili allo sfruttamento sessuale, ma che hanno pretesa di una scelta libera e consapevole, come escort sex worker, presuppongono una limitazione della tutela del valore della persona umana.

Il sostegno della Cisl e delle istituzioni

“Bisogna battersi con più determinazione e coraggio contro la piaga della prostituzione, la tratta di tante giovani donne oggi ridotte in schiavitù nell'indifferenza della società e spesso delle istituzioni” ha dichiarato il segretario Furlan, ribadendo il sostegno, a nome della Cisl, all'attività di don Aldo Buonaiuto e della stessa Comunità Papa Giovanni XXIII che, cogliendo l'impronta vocazionale di don Oreste Benzi, resta in prima linea al servizio di donne maltrattate e spesso dimenticate. Da ciò, l'impegno di don Aldo, affinché non si perda nel silenzio l'eco di sofferenza delle vittime di una tratta disumana: “La Cisl continuerà a sostenere l'attività di Don Aldo Buonaiuto e della Comunità Papa Giovanni XXIII, in coerenza con il nostro impegno sindacale nelle periferie esistenziali per contrastare la poverta, l'emarginazione sociale, la disoccupazione, il ricatto della criminalità”.

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