La tragica testimonianza dei cristiani dimenticati nella Piana di Ninive

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:00
Ninive

Era l’agosto del 2014 quando 120 mila cristiani furono costretti a fuggire di fronte all’avanzata dell’Isis nelle loro città di origine, nella Piana di Ninive. Quella notte migliaia di famiglie, portando tra le loro braccia i bambini, gli anziani e gli ammalati, accettarono di perdere tutto pur di non rinunciare alla loro fede. A distanza di tre anni, l’Occidente sembra aver dimenticato quei nostri fratelli che oggi vivono la loro vita nei campi profughi, ogni giorno più dura, ogni giorno più difficile.

Per evitare che questa tragedia sia del tutto dimenticata, il video “Seguendo le orme del Nazareno”, che la Fondazione Euk Mamie – HM Televisione pubblica questa settimana, propone il racconto di padre Behnam Benoka, sacerdote iracheno della diocesi siro-cattolica di Mosul. Dall’agosto del 2014 non ha smesso di lavorare per procurare ai rifugiati cristiani il minimo indispensabile per soddisfare le loro necessità di base. Ha lottato anche per far conoscere la terribile situazione dei cristiani accolti nel Kurdistan. Nel suo racconto descrive le “sfide di ogni giorno” a cui vanno incontro i cristiani iracheni, tre anni dopo la partenza dalle loro case. E senza troppi giri di parole, spiega anche cos’è veramente lo Stato Islamico. Infine, rivolge un appello all’Europa e a tutto l’Occidente, che devono farci riflettere sull’importanza di difendere la cultura del Vecchio Continente di fronte alla pericolosa possibilità di una progressiva islamizzazione.

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