La supplica al giudice: “Portatemi in carcere così mangio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:20

Ha chiesto di essere portata in carcere, rinunciando alla sua libertà, per avere in cambio un pasto caldo e per una doccia. E' la vicenda di una donna di 41 anni che dal giugno scorso è costretta a vivere per strada. Prima viveva in casa con la madre che però l'ha denunciata per maltrattamenti e per questo è stato disposto l'allontanamento dall'abitazione. Stremata dalla fame e dalla vita di strada a cui è costretta, la donna ha supplicato il giudice di essere portata in carcere a San Vittore perchè così avrebbe potuto fare la doccia e avere un pasto caldo. 

La vicenda

Durante il suo interrogatorio, la donna ha riferito che ogni mattina si sistema nell'incrocio di fronte al palazzo in cui si rifugia di notte, nel pianerottolo all'ottavo piano; ha anche raccontato che seppur gli inquilini dell'edificio sanno che lei entra a dormire, l'hanno sempre ignoranta, passando avanti indifferenti. Era in strada già da diverse ore, per raccimolare quei pochi spiccioli che le tirano i passanti, quando due carabinieri le hanno chiesto di spostarsi dall'incrocio perché poteva essere pericoloso per lei a causa del traffico. La donna però si è infuriata e, dopo aver insultato i militari, ha morso la mano di uno dei due. E' stata arrestata in flagrante, con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e condotta in tribunale per il processo per direttissima. Il giudice, dopo aver inviato una nota ai servizi sociali di Pioltello chiedendo loro di prestare attenzione alla situazione, ha disposto la convalida dell'arresto e la misura cautelare in carcere per la donna

Il racconto della donna

Durante l'interrogtorio, la senzatetto, in lacrime ha raccontato di riuscire a mangiare solo tre volte alla settimana, ossia quando prende il pacco della Caritas che contiene tre scatolette di tonno, una di carne, un litro di latte e quattro pacchetti di cracker. “Non mangio un piatto di pastasciutta da mesi“, ha raccontato visibilmente agitata e ammettendo di fare sporadicamente uso di cocaina, ma sottolineando di non aver mai rubato niente. 

 

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