La Polizia postale contro la radicalizzazione on line

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:32

Nel 2019 la Polizia Postale ha monitorato oltre 32.170 spazi e rimosso centinaia di contenuti come contrasto ai fenomeni di radicalizzazione e cyberterrorismo. Lo rileva il resoconto sull'attività pubblicato nelle scorse ore. L'attività di monitoraggio del web effettuata negli ultimi mesi – si legge nel resoconto annuale – ha permesso di riscontrare come l'attuale struttura centrale dell'apparato di propaganda del Daesh, con produzione mediatica più o meno costante nel tempo, risulti essere costituita da vari Media Center insistenti nelle province del Califfato che, mentre in passato risultavano dotati di canali di comunicazione propri, oggi si appoggiano ai cosiddetti Supporter Generated Content per la diffusione del materiale di propaganda. 

Lupi solitari

Sulla base dell'analisi dei tragici eventi terroristici avvenuti negli ultimi anni in Europa, a partire dall'attacco alla Manchester Arena del 22 maggio 2017 per arrivare fino ai recente episodio di Halle (Germania) dello scorso 9 ottobre, si è constatato come sempre più spesso i lupi solitari (sia di matrice jihadista, così come di matrice neonazista) abbiano fatto ricorso ad esplosivi e armamenti realizzati seguendo le istruzioni presenti in manuali e linee guida pubblicate online. Le attività poste in essere hanno permesso di ottenere un massiccio “take down” di migliaia di gruppi, canali ed account (molti dei quali oggetto di un precedente accesso abusivo ed un successivo impiego come bots) che sono stati oggetto di preventiva segnalazione da parte del law enforcement, in quanto considerati responsabili della pubblicazione del settimanale di settore al-Naba. Alla fine dello scorso novembre, il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, quale punto di contatto nazionale dell'Internet Referral Unit (IRU) di Europol (Unità preposta a ricevere dai Paesi Membri le segnalazioni relative ai contenuti di propaganda jihadista diffusi in rete e di orientarne l'attività), ha partecipato anche al “Cbrne Action Day“, presso la sede di Europol, sulla propaganda di manuali e tutorial in internet che spiegano come costruire dispositivi esplosivi improvvisati (detti Ied) e utilizzare agenti chimici, biologici, radiologici e nucleari (i Cbrn) in contesti terroristici.

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