La “PerugiAssisi” si prepara, tra le polemiche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:53

È stata presentata nella sede della Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), a Roma, l'edizione 2018 della 'Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità' che si svolgerà il prossimo 7 ottobre. “Quest'anno, 70esimo anniversario della Dichiarazione universale, saremo in marcia anche per i diritti umani, tra cui il diritto ad una informazione libera”, ha spiegato Flavio Lotti, del Comitato promotore, aprendo la conferenza stampa di presentazione dell'evento. “L'idea – ha proseguito – nasce da incontro con papa Francesco. L'obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza tra i più giovani, per condurli ad una maggiore assunzione di responsabilità: non chiedere la pace, ma fare la pace, concretamente. Innalzando un argine alla violenza dilagante di parole e azioni, alla violenza della dittatura di individualismo e competizione. Sarà la marcia dei diritti umani e cercheremo di spiegare che la pace c'è quando si rispettano i diritti fondamentali”.

Padre Zanotelli: “Diranno dell'Italia ciò che dicono dei nazisti”

Presente anche padre Alex Zanotelli, che si è espresso nel corso della presentazione sulla situazione italiana, in particolare riguardo al tema migranti. “E’ un momento molto difficile – ha osservato -. Ho l’impressione che si stiano commettendo dei crimini incredibili. Diranno di noi ciò che dicono dei nazisti”. Secondo il prete “dobbiamo riprendere coraggio e schierarci, perché è immorale quanto sta succedendo”. La Marcia quest'anno sarà anche occasione per chiedere al governo italiano la ratifica del Trattato internazionale contro la proliferazione delle armi nucleari. “I governi usano queste armi per incutere terrore e mantenere la profonda ingiustizia del 10% della popolazione che consuma il 90% delle risorse”, ha affermato padre Zanotelli.

“Non parlare di Palestina è una farsa”

Molto critica nei confronti della Marcia “PerugiAssisi” è la Comunità palestinese di Roma e del Lazio, il cui presidente Yousef Salman ritiene che “impostata così, è inutile, spreco di tempo e di danaro, ai fini della pace, anzi è dannosa e al massimo può servire alla conquista di qualche poltrona nel mondo degli incarichi politici da far occupare a qualche 'compagno-amico' alle prossime elezioni”. Si chiede Salman: “Come fanno l’Arci e gli organizzatori della marcia, a parlare di pace, senza dire una parola sulla Palestina, che è il nocciolo della questione della pace, non solo nell’incendiato Medioriente, ma nel mondo intero? Parlare di pace nel mondo e organizzare una marcia 'di tutti' senza parlare né condannare i più di 70 anni di occupazione israeliana e di aggressioni alla martoriata Palestina, senza citare l’apartheid sionista contro i palestinesi che lo stesso Desmond Tutu, l’Arcivescovo Sudafricano, dichiarava peggiore dell’apartheid sudafricano è una farsa“. Oltre a non aderire alla “PerugiAssisi”, “invitiamo tutti i nostri amici e compagni alla non partecipazione e al boicottaggio di questa marcia-farsa“, conclude Salman.

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