La legalizzazione dell'aborto non passa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:00

Nonostante la massiccia campagna mediatica pro-aborto, la tanto dibattuta legge sull'interruzione volontaria di gravidanza registra una clamorosa bocciatura in Senato, dopo che nel giugno scorso era stata approvata alla Camera. La discussione tra i senatori è stata serrata ed è iniziata alle ore 9 locali di ieri (le 14 italiane), mentre fuori dall'edificio avveniva una manifestazione che chiedeva l'approvazione del provvedimento. Numerose persone si erano accalcate sventolando fazzoletti verdi, che in questi mesi sono diventati il simbolo della battaglia a favore dell'aborto.

Aborto: No pasarán

Le loro richieste sono, tuttavia, rimaste inevase. Fin dalla mattina si era capito che la tendenza in Senato era di rigettare il progetto. Prima dell'inizio della seduta, 39 dei 72 membri del Senato avevano manifestato pubblicamente la loro intenzione di votare contro la Legge. E infatti, dopo un fitto dibattito durato per tutta la giornata, a notte ormai inoltrata (era l'alba in Italia) il voto ha sancito il “no” alla legalizzazione dell'aborto: 38 i contrari, 31 i favorevoli. Il testo non potrà essere riproposto prima del 2019.

La legge

Il testo di legge in questione era stato perorato dal Governo (malgrado in campagna elettorale non avesse annunciato nulla di simile). In Argentina resta dunque possibile mettere fine a una gravidanza solo in tre casi: dopo una violenza, se la vita della madre è a rischio, se il feto non è sano. La riforma avrebbe permesso alle donne argentine di abortire liberamente nelle prime 14 settimane, mentre ora devono attendere una decisione della Corte. Con la bocciatura delle scorse ore in Senato, l'Argentina non entra, con Uruguay e Cuba, nel ristretto gruppo di Paesi latinoamericani dove l'interruzione di gravidanza è legalizzata.

Scontri fuori il Senato

Tra la popolazione argentina esiste una nutrita sacca che si è battuta, anche in modo violento, per la legalizzazione dell'aborto. Non stupisce, dunque, che ieri notte, dopo il voto del Senato, diverse decine di militanti pro-aborto abbiano scagliato bottiglie verso la parte della piazza in cui si erano radunati i movimenti pro-vita per festeggiare. La polizia ha risposto con gas lacrimogeni e almeno una persona è rimasta ferita.

Il popolo contro l'aborto

In questi mesi non sono mancati cortei da parte di argentini contrari alla legge. Nel marzo scorso centinaia di migliaia di persone hanno attraversato il centro di Buenos Aires per ribadire che la vita del concepito è sacra e non può essere soppressa in alcun caso. Una manifestazione simile, anche nei numeri, è stata replicata sabato scorso, 4 agosto. Come riferisce l'Osservatore Romano, “una marea umana” si è riunita “presso l’obelisco della capitale per partecipare alla manifestazione 'Per le due vite' organizzata dall’Alianza cristiana de Iglesias evangélicas de la República Argentina (Aciera)”. Quasi seicentomila i partecipanti. La loro mobilitazione è servita.


Manifestazioni sull'aborto contrapposte in Argentina dei mesi scorsi

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