La Corte costituzionale annulla il matrimonio gay

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:28

Stop ai matrimoni tra persone dello stesso sesso in Bolivia. Giovedì scorso, 9 novembre, la Corte costituzionale ha dichiarato in parte anticostituzionale l'articolo della Legge sull'identità di genere, promulgata nel 2016, che permette di sposarsi agli omosessuali.

La sentenza

La sentenza dei giudici mantiene la possibilità, prevista dalla legge, per i transessuali di cambiare nome e sesso sui documenti d'identità, ma non permette che possano convolare a nozze con persone che abbiano lo stesso sesso biologico.

Erwin Bazan, portavoce della Conferenza episcopale boliviana, ha spiegato ad AcriPrensa che la Chiesa considera “storica” e “importante” la decisione, perché garantisce la protezione del “matrimonio e della famiglia quale cellula fondamentale della società, formata da un uomo e una donna, aperta alla vita e alla procreazione”. Egli ha detto che la Corte ha “fatto il proprio dovere”, del resto “non possiamo modificare la Costituzione secondo i nostri capricci“.

La massiccia mobilitazione

Bazan attribuisce la decisione della Corte anche alla massiccia e pacifica mobilitazione popolare seguita alla Legge sull'identità di genere. “Ci sono state circa quattordici marce contro questa legge con più di 270mila persone uscite per le strade. Solo nell'Arcidiocesi di Santa Cruz de la Sierra hanno manifestato 200mila persone”. Il portavoce dei vescovi ha ricordato inoltre l'enorme numero di firme raccolte per abrogare la legge. La richiesta di incostituzionalità della legge è stata presentata da un gruppo di congressisti, la “Piattaforma per la Vita e la Famiglia” e parte della società civile boliviana.

I matrimoni gay in Argentina e la lettera di Bergoglio

I matrimoni gay sono riconosciuti in alcuni Paesi sudamericani. L'Argentina promulgò una legge in tal senso nel 2010. In quell'occasione l'allora arcivescovo di Buenos Aires, card. Jorge Mario Bergoglio, l'attuale Papa Francesco, scrisse una lettera a quattro monasteri carmelitani della Capitale argentina in cui affermava: “Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una 'mossa' del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio”.

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