Italia: pochi fondi per “aiutarli a casa loro”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:10

Aiutiamoli a casa loro” viene ripetuto come un mantra, considerando il sostegno alle popolazioni più povere nel loro Paese un espediente per contrastarne l'emigrazione di massa. L'Italia, tuttavia, spende pochi fondi per gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo. La tendenza a tagliare sugli aiuti allo sviluppo è diffusa in tutto l'Occidente, ma il nostro Paese indossa la maglia nera. Lo rivela l'Ocse negli ultimi dati pubblicati.

Primo calo dal 2012

Come si legge su Vita, diminuisce pericolosamente il volume dell’Aps italiano, passando dai 5.858,03 milioni di dollari nel 2017 ai 4.900,1 milioni di dollari nel 2018, pari allo 0,23% del reddito nazionale lordo e in netto calo rispetto allo 0,30% del 2017. Si tratta di una riduzione drastica del 21,3% che fa guadagnare all’Italia la maglia nera tra tutti i paesi Ocse. “L’anno scorso con lo 0,30% di Aiuto Pubblico, avevamo raggiunto con tre anni di anticipo sulla tabella di marcia l’obiettivo intermedio fissato entro il 2020, in relazione al traguardo dello 0,70 fissato dall’Agenda 2030 per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile – afferma Francesco Petrelli, senior advisor su finanza per lo sviluppo di Oxfam Italia – Oggi ogni traguardo appare lontano e, soprattutto, rimane puro slogan quell’incitamento ad aiutare i più poveri a casa loro”. Era dal 2012 che l'Italia aumentava gli aiuti, quest'anno si assiste alla prima riduzione: meno 31,9% verso i Paesi dell’Africa sub-sahariana (da 324, 8 milioni di dollari nel 2017 a 221,3 del 2018), meno 17,2% verso i Paesi meno sviluppati (da 326,5 milioni di dollari nel 2017 a 270,5 nel 2018), meno 37,7% per i costi dei rifugiati, dovuto in gran parte alla diminuzione dei flussi migratori verso le coste italiane. “Mentre il calo dei costi per i rifugiati trova una spiegazione nel blocco imposto ai flussi dei migranti dall’Africa, a destare maggiore preoccupazione sono proprio le riduzioni di stanziamenti verso Paesi poverissimi o in via di sviluppo. – conclude Petrelli – Ai Paesi a minore tasso di sviluppo (LDCs), l’Italia destina per esempio un misero 0,06%, rispetto allo 0,15% raccomandato dall’Onu, pur trattandosi della metà dei 22 Paesi prioritari per la cooperazione italiana”.

La situazione generale

Più in generale, i dati Ocse mostrano come la spesa complessiva da parte dei trenta Paesi membri nel 2018 sia scesa del 2,7% rispetto al 2017. In media i Paesi ricchi hanno stanziato solo lo 0,31% del proprio reddito nazionale lordo agli aiuti allo sviluppo, ossia quanto stanziato già nel 2017, ma ben al di sotto dell’obiettivo dello 0,7% fissato ormai 50 anni fa e raggiunto a oggi solo da Svezia, Norvegia, Regno Unito, Lussemburgo e Danimarca.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.