In arrivo una serie tv su un bimbo transgender: polemiche

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:42

È stata presentata in anteprima a Milano, nel corso di FeST – Festival delle Serie Tv. Si tratta di Butterfly, una mini serie tv inglese dedicata ad una famiglia alle prese con un figlio undicenne che desidera cambiare di sesso. Ora, la contestata pellicola arriverà anche nella tv italiana, trasmessa da Fox a partire da dicembre.

Attraverso tre puntate da 55 minuti ciascuna, la serie ha come protagonista Max, un bambino che si sente e vuole diventare Maxine, una bambina. La sua “disforia di genere” è vissuta con sofferenza dalla famiglia, che lotta per comprendere il modo migliore per accompagnare il figlio in questa transizione sessuale. Il tema sembra attecchire sul pubblico: la prima puntata, andata in onda in Gran Bretagna il 14 ottobre scorso, ha incollato davanti al televisore 2 milioni e 800 mila telespettatori. Non sono però mancate le polemiche. Diverse persone hanno espresso il proprio disappunto sui social network, ritenendo inopportuno affrontare un tema così delicato in una serie tv. Dal canto suo l'autore Tony Marchant ha risposto in un'intervista al Telegraph sostenendo che “i transessuali hanno bisogno di una rappresentazione televisiva”. Appare piuttosto positiva anche la risposta della critica britannica a Butterfly.

Di tutt'altro avviso CitizenGo Italia, il cui direttore delle campagne Filippo Savarese, intervenendo su Il Giornale, ha dichiarato: “L'ideologia gender adesso usa i bambini per arrivare ai bambini stessi. Lo scopo è confondere del tutto la loro identità sessuale, e diffondere l'idea totalmente antiscientifica che si possa essere 'maschi intrappolati in corpi da femmine' o viceversa. Questa è la sensazione di chi è affetto da disforia di genere, ma è completamente assurdo rafforzare questa idea se si presenta nei bambini piccoli, che devono ancora svilupparsi pienamente e che sono spesso influenzati proprio dal mondo degli adulti, dalla televisione o dalle teorie sgangherate in cui sono caduti i genitori. Proporre di bloccare lo sviluppo ormonale dei minori per fargli scegliere se essere maschi o femmine prima di diventarlo effettivamente è un qualcosa di semplicemente criminale”. Savarese promette che CitizenGO Italia “farà la guerra a questa colonizzazione ideologica, ma tutti i genitori devono capire che la televisione, il tablet, lo smartphone e qualsiasi cosa mettano davanti ai figli oggi è un vero e proprio Cavallo di Troia”.

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