Furlan: “C'è urgente bisogno di sindacato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:34

E' in corso in Vaticano la Conferenza internazionale “Dalla Populorum Progressio alla Laudato si'. Il lavoro e il movimento dei lavoratori al centro dello sviluppo umano integrale, sostenibile e solidale” organizzata dal dicastero pontificio per lo Sviluppo umano integrale, cui partecipano oggi e domani oltre 200 rappresentanti dei sindacati di 40 Paesi del mondo. I lavori sono stati aperti dal segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan: “C'è un urgente bisogno di sindacato in questa fase della storia dell'Umanità, ben oltre le illusioni antidemocratiche di certa politica e delle varie forme di populismo che puntano sulla 'disintermediazione' per escludere i soggetti sociali. Sindacato – ha proseguito – è una bella parola, come ci ha ricordato Papa Francesco, proviene dal greco e tradotta vuol dire 'giustizia insieme'. Ebbene: non c'è 'giustizia insieme' se non è' insieme agli esclusi di oggi”.

La leader della Cisl ha ringraziato Papa Francesco e la Chiesa cattolica per l'attenzione rivolta nei confronti del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici. Le organizzazioni sindacali, “affrontano la grande sfida di rappresentare gli interessi delle persone, donne ed uomini in uno scenario in grande cambiamento, dove gli strumenti tradizionali che abbiamo usato fino ad oggi difficilmente corrispondono alle esigenze che pongono le veloci trasformazioni del mondo della produzione”, ha affermato. Poi ha focalizzato la sua attenzione su un aspetto specifico: “Il lavoro è stato, almeno nelle società occidentali e per molti decenni, insieme al legame con il territorio, il fulcro dell'identità sociale delle persone. Oggi non c'è più garanzia di avere uno stesso impiego per tutta la vita, né di vivere in uno stesso luogo, con quello che ne consegue in termini di penalizzazione della vita individuale, familiare e sociale. Tutto questo è il risultato di cambiamenti tecnologici, mutazioni climatiche e ambientali, speculazioni finanziarie, distorsioni politiche internazionali che incidono sul piano demografico e sociale in ogni Paese, con gli effetti che si determinano sul piano del lavoro 'possibile', di quello che potenzialmente può essere distribuito” ha aggiunto Furlan.

Sulle pensioni si è invece soffermata Susanna Camusso, intervistata da Radio Vaticana. “Abbiamo proclamato una mobilitazione per il 2 dicembre prossimo. Faremo cinque grandi manifestazioni interregionali, abbiamo cominciato gli incontri con tutti i gruppi parlamentari perché non rinunciamo all'idea che si possano determinare soluzioni migliori. Abbiamo detto che la vertenza sulle pensioni per noi continua ad essere una vertenza aperta. Oggi Padoan su 'La Repubblica' parlava di priorità dei giovani. C'è da segnalare però che le politiche fatte fino a ora sono esclusive dei giovani. La proposta che si fa per loro – spiega Camusso – è quella, ancora una volta, della decontribuzione, della riduzione del valore del loro lavoro invece di porsi il problema di quali investimenti realizzare, di quale creazione di lavoro attuare, per dare anche a loro una prospettiva che abbia degli elementi di stabilità. Non sono d'accordo – prosegue – con il ragionamento fatto dal ministro dell'economia. Peraltro il tema è proprio questo: che cosa determina la sostenibilità? Se è una sostenibilità sociale può essere sempre piegata invece al tema della sostenibilità finanziaria. Penso che il sistema previdenziale debba essere un sistema universale, fatto di regole certe per le persone e invece si è scelta la strada di non intervenire sui meccanismi ma di determinare delle deroghe. Penso che all'origine ci sia l'idea che dal sistema previdenziale bisogna continuare a risparmiare facendo venir meno una tutela sociale universale”.

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