“Europa? No grazie”: i migranti preferiscono l’Asia

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Si celebra oggi, 10 dicembre, la Giornata mondiale dei Diritti umani, che ricorda la proclamazione della Dichiarazione universale del 1948. Per l’occasione, Caritas Italiana pubblica il suo 21° Dossier con dati e testimonianze intitolato: “Divieto di accesso. Flussi migratori e diritti negati”. Questo è l’ultimo di una lunga serie iniziata a partire dal gennaio 2015. Il testo narra come “il diritto di migrare e quello di restare sono entrambi ugualmente negati per un’ampia parte di popolazione mondiale”. Tuttavia, esse non sono sempre dettate da guerra e povertà, e anche i Paesi del Sud del sono terra di “rifugio” della gran parte di coloro che scappano. Un intrigo di cause e di flussi molto più complesso di quello che solitamente viene rappresentato dai media: vi sono infatti movimenti interni e diretti all’estero, regolari e irregolari, volontari e forzati, circolari o definitivi.

L’Africa, continente a cui è dedicato il focus di questo Dossier, è il simbolo per eccellenza di ciò. “Il continente africano, generalmente poco ‘gettonato’ dai mezzi di informazioni italiani – si legge nel testo -, è oggi più che mai al centro dell’attenzione mediatica e del dibattito politico europeo non tanto per le persone che vi vivono e le loro tragiche vicissitudini, di cui l’Europa non è esente da pesanti responsabilità storiche dirette e indirette, ma per quelle che fuggono da esso. È come se per l’Europa, i confini di questo vasto e multiforme continente fossero quelli dei gommoni che salpano dalle coste nordafricane, ultima tappa di un viaggio estenuante di persone che scappano da dittature, guerre, disuguaglianze, crisi ambientali”.

Carita Italiana afferma che la migrazione extra-continentale dall’Africa è un fenomeno in aumento. Inoltre, le destinazioni stanno subendo una diversificazione geografica notevole. Secondo i dati, dal 1980 a oggi il numero di migranti africani extra-continentali è triplicato (da 5,5 milioni ai 16 milioni del 2015). Contrariamente a quanto si possa credere in Europa, i corridoi migratori seguiti dagli africani sono diversi e toccano molte delle regioni del mondo.

Secondo le ultime statistiche, il corridoio dall’Africa verso l’Asia è quello maggiormente in crescita: 4,2% di persone in più all’anno (circa 2 milioni di persone in più nel 2015). “Eppure nel nostro continente il sempre più diffuso atteggiamento culturale e politico di paura e chiusura è in contraddizione con tale complessità – prosegue il documento – e finisce per acutizzare anziché contrastare la lesione dei diritti fondamentali delle persone che migrano e di quelle che restano, la naturale circolarità delle migrazioni, lo sviluppo umano dei Paesi più impoveriti. Un cambio di rotta è necessario per riconoscerci tutti nuovamente cittadini dello stesso mondo. Senza divieti di accesso”.

A dispetto di quanto si pensi, l’Africa non è il continente “più mobile”. Nel continente africano gli spostamenti non sono sempre dettati da povertà o guerre, ma va ricordato che da sempre esso è anche terra di destinazione. Nel 2015, ad esempio, dei 244 milioni di migranti presenti nel mondo, il 43% è nato in Asia, il 25% in Europa, il 15% in America Latina/Caraibi. Solo il 14% proviene dall’Africa. La migrazione nella regione riguarda circa 34 milioni di persone, ovvero il 2,8% della popolazione totale di tutto il continente. Ciò nonostante, l’Africa è seconda, dopo l’Asia, in termini di aumento annuo della percentuale di stock di migranti: 2,7%.

Caritas Italiana sottolinea come gli spostamenti non avvengono in modo uniforme e omogeneo da tutte le zone. Il Nord Africa si distacca particolarmente dal resto del continente in quanto a migrazione, seguita, nell’Africa sub-sahariana, dalla regione occidentale e da quella orientale. Molto spesso i flussi avvengono all’interno della stessa regione: il 52% dei migranti africani, ovvero 18 milioni di persone, non oltrepassa i confini continentali. Le cifre testimoniano un fenomeno molto complesso, non decifrabile esclusivamente sulla base dei flussi migratori che viaggiano verso il Vecchio Continente. L’obiettivo del dossier Caritas è proprio quello di indagare meglio le caratteristiche delle migrazioni in Africa, approfondendo, soprattutto, la regione saheliana (Africa occidentale), area di snodo sia per una parte consistente dei flussi nel continente sia per quelli verso l’Europa.

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