Dramma in Mali: bambini soldato e fosse comuni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 5:00

In Mali prosegue senza sosta l’efferata guerra civile scaturita dal colpo di Stato del 2012 e che vede contrapposti tuareg ed islamisti da una parte e forze governative e una forza multinazionale dell’Onu a guida francese (Minusma) dall’altra.

Fosse comuni e bambini soldato

Si susseguono le atrocità, rappresentate dalla presenza di fosse comuni e dalla pratica diffusa di arruolare bambini tra le fila dei guerriglieri. La missione delle Nazioni Unite ha rinvenuto almeno due fosse comuni nella regione di Kidal, nel nord del Paese.

“Abbiamo potuto verificare l’esistenza di due tombe individuali e due fosse comuni, ma non conosciamo il numero dei corpi contenuti nelle fosse comuni, ancor meno le circostanze del decesso”, ha detto Guillaume Ngefa, direttore della divisione diritti umani della Minusma parlando all’emittente Rfi. Si indaga – ha aggiunto – su “alcuni casi di esecuzioni sommarie, rapimenti e torture, distruzione di proprietà”.

L’accordo violato

Nel 2015 governo centrale e ribelli tuareg hanno firmato un accordo di pace, nonostante questo la regione di Kidal continua a essere teatro di scontro tra ex ribelli tuareg del Coordinamento dei movimenti dell’Azawad (Cma) e filo-governativi del gruppo di autodifesa “Piattaforma” e alleati. Gli scontri hanno perfino portato alcune Ong, come Medici senza frontiere, a sospendere le loro operazioni della regione.

Entrambi gli schieramenti coinvolti

In entrambi gli schieramenti si registra la presenza di bambini soldato. “Siamo stati in grado di stabilire che i gruppi armati stavano usando i minori nei loro ranghi e questo è estremamente grave”, ha dichiarato in un comunicato Guillaume Ngefa, sottolineando che accade da ambo le parti. “Delle trentatré persone attualmente detenute dalla Cma a Kidal, otto sono bambini”, ha aggiunto.

Un funzionario della Minusma ha confermato trentaquattro casi di abuso di diritti umani nel Mali settentrionale, tra cui “sparizioni forzate” di minori che, ha detto, potrebbero essere stati coinvolti nei recenti combattimenti.

 

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