Corridoi umanitari in Germania per i migranti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:30

L'accoglienza è sempre più un collante ecumenico tra i cristiani. L’ecumenismo è un movimento nato in ambiente protestante e che si è diffuso anche all’interno della Chiesa cattolica soprattutto dopo il Concilio Vaticano II. L’obiettivo è l’unione di tutte le Chiese cristiane. Di fronte all’emergenza-sbarchi sono le varie famiglie dei seguaci europei di Gesù per contribuire a scongiurare le tragedie umanitarie legate ai flussi migratori.

Protezione e accoglienza

E’ l’intera cristianità, nelle sue diverse confessioni, a mobilitarsi in tutta Europa a favore dei migranti. In un messaggio rivolto ai delegati delle chiese metodiste e valdesi riuniti nel sinodo convocato a Torre Pelice (Torino), la pastora Annette Kurschus, presidente della Chiesa della Vestfalia sottolinea che “molte chiese, anche in Germania, in questo momento si concentrano principalmente su loro stesse e sulle loro preoccupazioni a proposito della loro stessa sopravvivenza” e “nel frattempo le minoranze, i migranti e i rifugiati non ricevono protezione né accoglienza: il rispetto dell’innegabile dignità umana viene sacrificato di fronte a interessi particolari nazionali”.  

Un’alternativa indispensabile

Nel richiamare l'importanza di una chiesa che sia a fianco dei poveri, dei malati, delle persone che soffrono, Kurschus ha ricordato: “Su molti punti avete anticipato coraggiosamente ciò che ora è improrogabile. Il vostro impegno a nome dell’Europa intera ci indica il cammino da seguire. Mediterranean Hope, una rete ecumenica della speranza nel Mar Mediterraneo che non lascia indietro nessuno”. E “le attività di ricerca e soccorso in mare, a favore delle persone nel Mediterraneo, una delle frontiere più pericolose al mondo. I corridoi umanitari: un’alternativa indispensabile, per la quale vi siete battuti a dispetto di ogni resistenza. Instancabili e tenaci, avete cercato nuove strade con amore fantasioso, le avete spianate e trasformate in passaggi sicuri per i rifugiati più vulnerabili”, puntualizza. La presidente della Chiesa della Vestfalia ricorda che “fin dall’inizio abbiamo potuto partecipare a questi processi e finalmente è stato istituito un corridoio umanitario anche verso la Germania, dal nome “Neustartim Team” (Ripartire in squadra), abbreviato NesT, che in tedesco significa nido”.  

Luce di Cristo

Perciò “lavoriamo insieme per far sì che questo programma apra nuove prospettive di vita a tante persone che fuggono dai loro paesi”, evidenzia Kurschus. E “la luce nello stemma della vostra chiesa è la luce di Cristo, che non fa sparire magicamente la paura, ma è più forte. Una promessa che, da secoli e fino a oggi, dà al battito di cuore della vostra chiesa la sua forza e la sua costanza a dispetto dei rapporti di potere e delle apparenze”.

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