“Convertire le fabbriche di armi per il benessere sociale”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:20

Si celebra oggi san Massimiliano di Tebessa, martire a 21 anni nel 295 d.C. per obiezione di coscienza alle armi e “patrono” del servizio civile. Per l'occasione a Sotto il Monte Giovanni XXIII (Bergamo) si sono radunati oltre 400 volontari in servizio civile, provenienti da tutta Italia, per l'annuale Tavolo ecclesiale sul servizio civile, che riunisce 18 organismi, organizzazioni ed associazioni cattoliche tra cui Caritas italiana, Acli e Focsiv.

Ramonda: “Giunta l'ora di organizzare la pace”

Tra le personalità presenti, ha preso la parola anche Giovanni Paolo Ramonda, responsabile dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. “Dobbiamo fare una scelta chiara di educazione alla pace e alla nonviolenza, come ci chiede Papa Francesco” e impegnarsi, ha aggiunto, per chiedere la conversione delle “fabbriche di armi in chiave di benessere sociale”. Secondo Ramonda, “è giunta l’ora di organizzare la pace, che ci chiede di diventare messaggeri di questa proposta concreta e politica”.

Ramonda ha raccontato ai giovani l’esperienza dell’Apg23 a fianco dei migranti, delle ragazze “prostituite dalla domanda dei clienti”, quindi “con enorme responsabilità da parte di chi le cerca, anche perché molte di loro vengono da famiglie poverissime”. Si tratta di una risposta “alle richieste di aiuto di questi nostri fratelli”, ha detto, per tutelare la loro dignità di persone.

Card. Montenegro: “Non servono le armi”

E' intervenuto al raduno anche il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana. “Sentitevi orgogliosi, forti, capaci di poter cambiare la realtà in cui vivete – ha detto il porporato -. Contribuite a costruire una casa nuova, abitabile per tutti e mettete in ballo tutta la vostra creatività e disponibilità”.

“E’ importante lottare perché ciò in cui si crede possa diventare realtà – ha sottolineato il card. Montenegro -. Con la forza di cambiare una società oggi sempre più povera di valori, che non sa da che parte guardare. Non servono le armi per cambiare la realtà. Semmai, se armi bisogna usare, ci sono quelle della nonviolenza”

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