Bonus figli, De Palo: “Se non si fa, chi pagherà le pensioni domani?”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:07

Fino alla presentazione della prossima legge di bilancio, Gigi De Palo non molla la presa. Sono due anni che il presidente del Forum delle Famiglie si batte perché venga riconosciuto l'assegno unico per i figli: una misura necessaria, che “sarebbe una spinta incredibile sui consumi e sulla fiducia” ha dichiarato a Repubblica. Oggi in Italia le prime due cause di povertà sono legate a contesti familiari: fare un figlio nel Belpaese costa troppo e questo scongiura molte famiglie. Una questione di emergenza sociale, dunque, che ha coinvolto anche il dibattito politico nei giorni in cui sta prendendo corpo il decreto fiscale legato alla manovra 2020. Per De Palo, c'è necessità di riconsiderare il welfare delle famiglie, che rappresentano un grande ammortizzatore sociale, perché se non si fanno figli, diminuiscono i consumi e, a lungo termine, questo graverà sulle pensioni in modo considerevole. Intervenuto al Senato, ieri il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani, ha escluso che l'assegno unico alle famiglie verrà affrontato in questa legge di bilancio. Per il Forum delle Famiglie, al contrario, la partita è ancora aperta. Intervistato da In Terris, De Palo ha raccontato della sua “corsa contro il tempo” per favorire la crescita del Paese.

Assegno unico, la partita è ancora aperta. Perché?
“Sì, fino a quando non viene scritta la legge di bilancio e le forze politiche non trovano una chiusura a tutto. Ora il tema è stato posto al centro del dibattito politico. Sappiamo che non sarà facile, ma siamo padri e madri e lo facciamo per il bene dei nostri figli”.

Pensa che lo Stato sia presente per le famiglie oggi?
“No. Sono quarant'anni che in Italia tutto viene fatto sulle spalle delle famiglie, che rappresentano un ammortizzatore sociale del Paese. Oggi fare figli è la seconda causa di povertà in Italia. La prima è la perdita di lavoro del capofamiglia. Come può vedere, oggi la famiglia non è una priorità per lo Stato”.

Eppure nella manovra della legge di bilancio, lo Stato intende allungare i congedi di maternità e paternità…
“Allungare il congedo a padri e madri e puntare sugli asili nido è come mettersi a tavola e mangiare il dolce prima della pasta. Noi chiediamo, innanzitutto, una riforma seria come l'assegno unico, poi ben vengano le altre misure. Altrimenti, rischiamo di avere gli asili nido vuoti”.

Perché oggi è importante investire sulla famiglia? 
“Non solo perché il risparmio per lo Stato è enorme, ma anche perché, se non si mettono al mondo i figli, fra 15 anni crollerà il welfare, il sistema pensionistico sarà al collasso e rischiamo che la sanità sarà a pagamento”.

Lo Stato risponde che mancano 10 miliardi.
“Non mancano affatto, manca invece la volontà di utilizzarli per l'assegno. Se si quantifica bene, ci sono 6 miliardi per gli assegni familiari, 2 miliardi stanziati nei vari bonus, 12 miliardi di detrazione per un totale di circa 20 miliardi. A questo vanno aggiunti 10 miliardi, già presenti nel bonus Renzi degli 80 euro. Calcolate queste cifre su un ammontare di 10 milioni di italiani sotto i 18 anni, rimarrebbero fuori 3 miliardi per dare una risposta ai single. Non accade mai che una realtà chieda al governo una manovra che non pesa sulle casse statali. Non chiediamo risorse aggiuntive, ma di utilizzare quelle già presenti”.

Il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, prospetta la possibilità di avviare questa misura entro l'anno prossimo.
“Che si faccia il prossimo anno, si farà. Noi proveremo a farlo da quest'anno e siamo già soddisfatti di aver portato la nostra proposta davanti a tutti i partiti politici, dal Pd ai 5Stelle alla Lega, che ci hanno risposto positivamente. Non dimentichiamo che un anno, a livello demografico, può cambiare la storia del nostro Paese”.

Quali iniziative state portando avanti?
“Per ora continuiamo a insistere anche dal punto di vista mediatico. Forse avvieremo un momento di riflessione, manifestando con i passeggini vuoti, come abbiamo già fatto. La partita è ancora aperta e vorrei poter dire ai miei figli: ce l'ho messa tutta, senza rimpianti”.

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