Boldrini: “Tratta di esseri umani schiavitù contemporanea”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:29

Mantiene una sua drammatica attualità la Giornata internazionale per l'abolizione della schiavitù, perché troppi sono ancora gli Stati in cui questo fenomeno si riproduce in forme vecchie o nuove. Anche da noi basta poco per volerlo vedere: è sufficiente passare di sera per alcune strade delle nostre città, dove giovani schiave dei tempi moderni sono costrette con la violenza a mettersi in vendita”. Lo dice la Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini oggi 2 dicembre, giornata internazionale per l'abolizione della schiavitù. 

La ricorrenza è nata per ricordare il 2 dicembre 1949, data di approvazione da parte dell'Assemblea generale della Convenzione delle Nazioni Unite per la repressione del traffico di persone e dello sfruttamento della prostituzione altrui. 

“Una vergogna”

“Una vergogna – dice Boldrini – che abbiamo sotto i nostri occhi, sulle strade, nelle campagne, e con la quale non si può continuare a convivere. La tratta di esseri umani, questa autentica schiavitù contemporanea quasi sempre di natura sessuale, è una piaga che colpisce in tutto il mondo decine di milioni di persone, in gran parte donne e bambine, ma è circondata ancora da troppa indifferenza”.

“A tutti gli Stati è richiesto di fare di più – prosegue – e anche al nostro Paese. L'Italia è infatti seconda soltanto alla Polonia, in Europa, per numero di vittime del traffico di esseri umani. Vittime che hanno attraversato la Libia conoscendo l'orrore, e dopo essere scampate alle acque del Mediterraneo subiscono nel nostro continente un nuovo drammatico sfruttamento”.

Il racket della prostituzione

“È per questo che a Montecitorio – prosegue la deputata – abbiamo voluto organizzare dieci giorni fa un incontro delle Camere di Italia e Nigeria dedicato proprio alla lotta contro la tratta, che è il nome contemporaneo della schiavitù. Le donne che arrivano da quel Paese – secondo i dati dell'Oim – sono per l'80 per cento vittime di tratta finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. È necessario intensificare la collaborazione internazionale per reprimere le organizzazioni criminali che prosperano su questo odioso commercio”.

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