Batterio killer nella farina: scatta l'allerta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:17

E' allarme in 11 Stati Usa per la possibile presenza di un batterio killer, l'Euscherichia Coli, nelle partite di farina prodotte da Archer Daniels Midland, una multinazionale statunitense attiva nel settore alimentare, che potrebbe essere stata venduta dalla catena di supermercati Aldi in Connecticut, Delaware, Massachusetts, New Hampshire, New Jersey, New York, Ohio, Pennsylvania, Rhode Island, Vermont e West Virginia.

Il caso

La Food and Drug Administration (Fda) martedì 21 maggio, in collaborazione con Adm Milling Co. e Aldi, tramite le principali testate americane ha reso noto il richiamo volontario della farina, per tutti gli usi Bakers Corner, venduta nei punti vendita al dettaglio negli Stati Uniti nord-orientali a causa di una potenziale presenza di E. coli. I medici chiamati in causa hanno riferito che la specie di batterio in questione, ovvero E.coli O157, potrebbe portare seri rischi alla vita delle persone, anche se fortunatamente fino ad ora non c'è stato nessun caso di decesso. Aldi è una multinazionale tedesca attiva nel settore della grande distribuzione organizzata, ed è una delle principali aziende del mondo nel suo settore.

Il contagio

Sul punto è intervenuto anche il presidente dello “Sportello dei Diritti”, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. La contaminazione, ha spiegato, potrebbe essere derivata dall'acqua usata per la coltivazione o dal seme. “La pianta può contaminarsi quando è ancora in campo, e il batterio passa, in fase dormiente, al seme – ha spiegato -. Poi, una volta messo a coltura, il batterio rinasce. Quindi bisogna risalire ai semi, andare a cercare queste aziende agricole e capire da quali coltivazioni arriva il batterio, perché il germoglio non può certo far crescere il batterio autonomamente, qualcosa lo deve aver contagiato. Ma dal comunicato di oggi delle autorità statunitensi si apprende che questa azienda sarebbe l'unica origine dell'infezione”. 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.