Aumenta il flagello della tratta in Amazzonia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:08

In Brasile il 2018 ha visto aumentare significativamente il numero di persone – soprattutto giovani donne – vittime della tratta. Lo rileva l'associazione carioca “Un grito por la Vida”. E' questo il nome della rete, nata nel 2007 e legata alla Conferenza dei religiosi del Brasile, che combatte il traffico e lo sfruttamento sessuale in tutto il Paese, con particolare attenzione alle zone più disagiate, come l'Amazzonia.

Amazzonia

Propio questa, sottolinea all'Agenzia Fides la religiosa Eurides Alves de Oliveira che fa parte della Rete, è una delle regioni in cui la tratta è aumentata drasticamente e dove il numero di rotte si è moltiplicato. Lo si è evidenziato dopo la conclusione di un progetto che ha portato un gruppo di religiose in visita lo scorso aprile in due comuni della regione del Rio Negro, nell’Amazzonia brasiliana, la cui popolazione è per la gran parte indigena. Le storie emerse sono scioccanti, con molti casi in cui le vittime sono bambine e bambini che spesso subiscono i primi abusi in famiglia.

Seminario

I fenomeni della migrazione e della tratta di esseri umani sono stati anche argomento del Seminario “Migrazione forzata e tratta di esseri umani” organizzato dalla Regione Nord 1 della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, svoltasi a Manaus, dal 31 agosto al 2 settembre scorsi.

“Parlando della tratta – ha evidenziato suor Alves de Oliveira – il primo atteggiamento da assumere è mettersi nei panni dell'altro, delle vittime. La tratta è infatti una violazione della dignità e dei diritti umani, una mercificazione della vita”.

“Di fronte a questo flagello, è necessario – come detto sempre a Fides da suor Rose Bertoldo – stabilire meccanismi di confronto che rendano visibile il problema attraverso denunce e punizioni dei colpevoli, aumentando il lavoro di prevenzione e l’incidenza politica” poiché “i gruppi specializzati nello sfruttamento del lavoro degli immigrati sono cresciuti”. Durante il convegno, è stato anche sottolineato lo scarso coordinamento tra le varie organizzazioni, alcune legate alle istituzioni pubbliche, che lavorano in difesa delle vittime.

Infine, Mons. Evaristo Spengler, Vescovo prelato di Marajò, membro della Commissione speciale pastorale per la lotta alla tratta di esseri umani della Conferenza episcopale del Brasile, non ha potuto non riconoscere come l'arrivo di Papa Francesco in Brasile abbia contribuito a rendere più visibili i fenomeni delle migrazioni e della tratta di esseri umani e ha insistito, in conclusione, sul fatto che “siamo una società che ha perso la capacità di piangere e avere pietà”.
 

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