Allarme Cgia: “Giovani più poveri degli anziani”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:48

In 20 Paesi Ue su 28 il rischio povertà degli under 16 (media Ue 24,4%) è superiore agli over 65 (18,2%). Lo rileva l'ultimo rapporto stilato dall'ufficio studi della Cgia Mestre.

Il rapporto

Secondo il rapporto della Confartigianato Imprese, la situazione in Italia è tra le più drammatiche in Europa: 31,5% contro una media tra gli ultra 65enni del 22%. Nell'Ue a 28, solo Grecia, Romania e Bulgaria hanno una quota superiore. Rimandendo in Italia, si legge nel rapporto, il Mezzogiorno ha un'incidenza più alta del resto della Penisola: 56,8% in Sicilia, 49,5% in Calabria e 47,1% in Campania. Sono inoltre 3,1 mln i giovani in Italia con disagio economico: tra questi, 498mila sono campani e 488mila sono siciliani. “L’elevato livello di povertà giovanile, riconducibile anche alle caratteristiche della spesa per la protezione sociale che in tutta Europa è fortemente sbilanciata sulle pensioni, spesso si traduce anche in povertà educativa. Molti di questi ragazzi, infatti, sono destinati ad abbandonare presto gli studi, pregiudicando la carriera lavorativa futura, che quasi sicuramente riserverà a questi soggetti delle enormi difficoltà a trovare un’occupazione stabile e di qualità. E alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione e del calo delle nascite, le nostre Pmi non possono permettersi di lasciarsi sfuggire una quota così importante di giovani leve”, ha commentato i risultati il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgil Mestre, Paolo Zabeo. Sul tema povertà interviene anche L'Istituto Nazionale di Statistica. Per l'Istat, i livelli di povertà sono alti per le famiglie con 5 o più componenti e con persona di riferimento giovane con basso livello d'istruzione. Al Nord le famiglie nelle grandi città hanno l'incidenza della povertà relativa superiore a quella presente nei Comuni più piccoli. Nel Centro Sud la situazione si capovolge. Sono i Comuni minori ad avere il numero più alto di famiglie in povertà, rispetto ai Comuni con più abitanti. Infine, l'incidenza di povertà relativa è superiore nelle famiglie con stranieri.

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