Perché quella dei social non è la realtà

Sui social tutto appare perfetto e per arrivare a quelli che vengono considerati dei canoni di bellezza spesso si compiono azioni estreme

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:37

Quante volte ci siamo sentiti dire che l’adolescenza sia il periodo più bello per i ragazzi? Personalmente me lo sono sentita dire da sempre e con il passare del tempo ne ho capito anche il motivo. Infatti è proprio in questo momento che, quelli che venivano considerati bambini, iniziano le prime vere e proprie esperienze di “vita” e ci si sente di appartenere sempre di più al mondo dei “grandi”. Dalla prima cotta alla prima vacanza insieme ai tuoi amici, insomma è proprio durante questi anni che si sente di aver iniziato un cambiamento.

Spesso però non si prendono mai veramente in considerazione le difficoltà che si possono affrontare durante questa fase della propria vita, in cui è vero che si sta crescendo e si sta maturando, ma è anche vero che si è ancora facilmente influenzabili dalle situazioni esterne e soprattutto si viene condizionati dal contesto generale. Pensiamo anche solo ai social, ed in particolar modo quello che più di tutti è diffuso, cioè Instagram. Tutti sanno che si tratta di una piattaforma online in cui gli influencer pubblicano della loro vita, una vita apparentemente perfetta, impeccabile, con la quale si propongono modelli da imitare. Un ragazzino che non ha ancora la maturità per distinguere cosa è reale da cosa è artificiale ambisce a vivere una vita “perfetta” come quella che viene mostrata dagli influencer, ma nel momento in cui si capisce che probabilmente non è possibile arrivare a tale perfezione ci si abbatte, provocando a sé stessi una serie di conseguenze.

Per fare un riferimento più specifico voglio fare l’esempio dell’aspetto fisico: sui social infatti il 90 per cento delle foto  pubblicate ritraggono sempre delle ragazze con un viso senza impurità e un fisico perfetto, senza contare però che raramente le foto pubblicate non contengono modifiche e filtri. Così gli adolescenti, e specialmente le ragazze, pur di raggiungere questi “canoni” di bellezza che vengono presentati arrivano a fare qualsiasi cosa, persino a smettere di mangiare. Quindi, abbiniamo la pressione di rientrare in questi canoni di bellezza e aggiungiamoci due anni in cui i ragazzi non hanno potuto viversi la proprio adolescenza ma sono stati rimasti in casa attaccati ad un cellulare e il risultato è che durante la pandemia i casi di disturbi alimentari sono aumentati in media del 30% rispetto all’anno precedente, con un abbassamento della fascia di età e un incremento delle diagnosi.

Insomma, non è “normale” che dei ragazzi così giovani abbiano come principale obiettivo della vita quello di avere un fisico perfetto e arrivare a delle conseguenze così estreme pur di ottenerlo. Per questo motivo i grandi hanno il compito di guidare i propri figli in cosa è reale mostrando loro cosa può renderli veramente felici.

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