I “segreti” della Lingua dei Segni

La situazione della comunità Sorda nel mondo e la mancanza di riconoscimento di un'unica Lingua dei Segni meritano più attenzione

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Come comunicheresti con i tuoi genitori o i tuoi amici se fossi sordo? La risposta è piuttosto semplice: il mezzo di comunicazione più naturale per una persona priva di udito è una Lingua dei Segni, che trasmette un messaggio utilizzando mani e occhi, invece di voce e orecchie.

Un mondo da vedere

Ci sono molti pregiudizi associati alla sordità. Effettivamente, la parola “sordo” è spesso considerata come un sinonimo di “limitato”, a volte persino di “stupido”. Eppure, i sordi possono diventare qualsiasi tipo di persona vogliano: attori, poeti, scrittori, insegnanti, ricercatori… E possono anche imparare a parlare.

Tuttavia, malgrado esistano innumerevoli Lingue dei Segni nel mondo, molte di queste non sono ancora state riconosciute ufficialmente dalla legge. Di conseguenza, le comunità Sorde locali e le loro culture sono dimenticate dalla società degli udenti. Nonostante ciò, la situazione varia all’interno dei diversi Paesi, come è dimostrato dal seguente paragone tra gli Stati Uniti d’America e l’Italia.

Uno scenario americano

Negli Stati Uniti non c’è alcuna lingua che sia riconosciuta come quella ufficiale, “né segnata, né parlata”. Eppure, la Lingua dei Segni Americana (ASL) è insegnata in Università e scuole, e in alcuni Stati, ha lo stesso prestigio di una lingua straniera. Per di più, a Washington D.C., l’Università Gallaudet sembra essere “l’unica Università al mondo specificamente concepita per studenti sordi e ipoacusici”. Infatti, ogni lezione è erogata in ASL e le stanze sono appositamente progettate per persone segnanti. I primi studi su una Lingua dei Segni furono condotti qui, negli anni Sessanta. Poi, sono serviti come modello per ricerche future.

In più, l’ASL è presente in alcune serie TV e film Americani, come Switched at Birth – Al posto tuo, A Quiet Place – Un posto tranquillo, o il nuovissimo programma di Netflix Deaf U. Inoltre, la compagnia teatrale Deaf West, che organizza spettacoli in ASL, è riuscita ad arrivare a Broadway e ad essere nominata per alcuni premi prestigiosi.

La situazione italiana

La Lingua dei Segni Italiana (LIS) non ha lo stesso status che hanno l’Italiano parlato o le lingue straniere. Non è stata riconosciuta dalla legge, e, nell’intero Paese, solo l’Università Ca’ Foscari (Venezia) offre numerosi corsi inerenti studi sulla sordità. A dispetto della quantità di ricerche condotte fino ad ora, molte informazioni sulla comunità Sorda Italiana sono inadeguate e confusionarie. Questo porta a una seria mancanza di servizi; le persone sorde spesso vivono situazioni difficili in ospedali, uffici pubblici, e in molti altri contesti in cui l’interlocutore non è un segnante.

Fortunatamente, alcuni spettacoli e programmi televisivi sono trasmessi sia in LIS che in Italiano (per esempio il Telegiornale o l’ultimo Festival di Sanremo) e, a partire dallo scoppio della pandemia di Covid-19, conferenze e interventi politici sono tradotti in simultanea da interpreti professionisti. Questo ha aiutato a sensibilizzare le persone riguardo l’esistenza di una comunità Sorda. Oltretutto, la Lingua dei Segni Italiana, insieme alla Lingua dei Segni Giapponese (JSL) e all’ASL, è presente in un film chiamato “Sign Gene: I primi supereroi sordi”. Questo film è stato interamente girato da persone sorde e racconta la storia di alcuni eroi sordi che ottengono i loro superpoteri dai segni.

Un cambiamento di prospettiva

Per quanto riguarda l’inclusione delle comunità Sorde, è chiaro come alcuni Stati siano più all’avanguardia di altri. Diffondere informazioni corrette e renderle facilmente accessibili a tutti può accrescere la consapevolezza sull’esistenza di comunità Sorde e Lingue dei Segni in tutto il mondo. In questo modo, le barriere tra individui udenti e sordi sarebbero abbattute e più persone sarebbero introdotte al mondo del vedere al posto di sentire. Secondo l’attrice sorda e vincitrice di un Premio Oscar Marlee Matlin: “Ognuno di noi è diverso in qualche modo, ma per quelli di noi che sono più diversi, dobbiamo sforzarci di più nel convincere i meno diversi che possiamo fare le stesse cose che fanno loro, solo diversamente”. Quindi, ricorda di rimanere informato e di metterti nei panni di un’altra persona, se sei disposto a scoprire il suo mondo. I Sordi potranno anche essere una minoranza, ma, come tale, hanno i propri film, poesie, opere teatrali, libri, storia e lingua, che devono essere riconosciuti e rispettati.

Lara Rosa è una tirocinante della cooperativa sociale Volunteer in the World

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