Parità, #100ragazzestem: alla Sapienza la scienza si declina al femminile

Tra le tre principali sfide la prima è quella dell’invecchiamento della popolazione (lo pensa il 34% delle adolescenti). Seguita dalla produzione di energia sostenibile (31%). E infine la diminuzione delle emissioni inquinanti dei mezzi di trasporto (27%)

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La scienza come via alla parità. Oggi alle 12.30, nell’aula magna del Rettorato dell’Università La Sapienza di Roma, è in programma la cerimonia di saluto. Ed è dedicata alle vincitrici di #100ragazzeStem. L’iniziativa messa in campo dall’ateneo romano ha assegnato borse di studio a studentesse. Immatricolate a corsi triennali. Nelle discipline di Scienze, tecnologia, ingegneria e matematica (Stem).scienza

Orientamento alla scienza

E’ boom di studentesse nelle facoltà scientifiche. Il 54% delle adolescenti si orientano verso le materie tecnologiche. Il rapporto di Save the Children documenta il record di ragazze che si appassionano alla salvaguardia della salute delle persone e del pianeta. Nell’ambito del progetto #100ragazzeStem, la Sapienza riferisce che sono state assegnate 103 borse. Della durata di 3 anni e del valore di 3255 euro per ciascun anno. Destinate a ragazze residenti fuori sede. Che si sono diplomate nell’anno accademico 2020/2021. Con votazione pari a 100. E che non sono titolari di altra borsa di studio. Le assegnazioni hanno tenuto conto dei criteri di Isee e dell’età anagrafica. Per il loro mantenimento negli anni successivi al primo sono previsti criteri di merito. Legati all’acquisizione dei crediti formativi universitari (cfu) previsti dai corsi di studio.scienza

Accesso alle materie scientifiche

“L’accesso delle bambine e delle ragazze a materie scientifiche e tecnologiche è fondamentale oggi per far progredire la nostra società. L’uguaglianza di genere, anche nella scienza, è cruciale per perseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030. In particolare quelli che riguardano la salute e il benessere. L’energia pulita e accessibile. Il consumo e produzione responsabili. La lotta alla crisi climatica”, afferma Raffaela Milano (Save the Children).scienza

Presenza delle donne

Alla cerimonia alla Sapienza parteciperà oggi la rettrice Antonella Polimeni. Assieme ai  presidi delle 3 facoltà interessate. Ingegneria Civile e Industriale. Ingegneria dell’informazione, informatica e statistica. Scienze matematiche, fisiche e naturali. “Il colpo d’occhio offerto dall’aula magna gremita di ragazze rende l’idea della mission delineata nelle linee strategiche. Così come sono declinate nel ‘gender equality plan’ adottato dall’ateneo- sottolinea la rettrice Polimeni-. Questa azione rappresenta una opportunità concreta. Per promuovere la presenza delle donne in ambito scientifico. E per ridurre la differenza di genere in un settore strategico che non solo offre ottime prospettive professionali. Ma è funzionale alla crescita del nostro Paese” aggiunge Polimeni.scienza

Immatricolazioni

Dunque sempre più bambine e ragazze sono intenzionate a seguire le orme delle ricercatrici che hanno scoperto i vaccini anti-Covid. E di quelle che studiano fonti energetiche sostenibili. Nel 2021, in Italia le immatricolazioni universitarie registrano un aumento delle donne iscritte alle facoltà Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). Secondo il report di Save the Children le materie scientifiche e tecnologiche a scuola appassionano e incuriosiscono il 54% delle adolescenti. Ma continuano ad essere percepite come poco adatte a loro. L’Italia si attesta al 22% delle ragazze che scelgono corsi scientifici sul totale delle iscritte. Pur registrando un aumento in particolare per le immatricolazioni in informatica e tecnologie Ict (+15,74%). Le materie scientifiche continuano ad essere percepite dalle ragazze come ”poco adatte” a loro. Sebbene appassionino e incuriosiscano il 54% delle adolescenti a scuola. In base all’ultima ricerca realizzata da Ipsos per Save the Children.

Incentivi

Save the Children sottolinea come occorra incentivare la partecipazione delle ragazze al mondo scientifico. Perché sarà il primo passo per riconoscere il ruolo delle donne e delle ragazze nella scienza. Non solo come beneficiarie. Ma anche come agenti di cambiamento per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030. Di questo sono ben consapevoli anche le ragazze in Italia. Che, infatti, pensano di poter dare un contributo anche alle sfide più importanti che la scienza si troverà a dover affrontare nei prossimi 10 anni. Quando, si spera, la pandemia causata dalla diffusione del Covid-19 sarà un lontano ricordo. Tra le tre principali sfide, la prima è quella dell’invecchiamento della popolazione (lo pensa il 34% delle adolescenti). Seguita dalla produzione di energia sostenibile (31%). E infine la diminuzione delle emissioni inquinanti dei mezzi di trasporto (27%).

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