Più 20% di abusi: “In casa il lockdown fa esplodere la violenza latente”

Più 20% di aggressioni domestiche. Contraccolpi della pademia sulla vita familiare: intervista di Interris.it a Lucetta Scaraffia, storica della Sapienza e fondatrice dell'inserto femminile dell'Osservatore Romano

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Con il lockdown sono venuti al pettine molti nodi tra le mura domestiche. Nei primi tre mesi di confinamento, le aggressioni e i femminicidi sono aumentati nel mondo del 20%. Secondo le previsioni delle Nazioni Unite, quest’anno potrebbero esserci 15 milioni di casi di abuso in più, destinati a salire a 31 milioni se l’obbligo di restare a casa verrà prolungato di sei mesi. Dei contraccolpi della pademia sulla vita familiare, Interris.it ha parlato con la professoressa Lucetta Scaraffia, docente di Storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, membro del Comitato nazionale per la bioetica e fondatrice di “Donne Chiesa mondo”, il mensile dell’ Osservatore Romano che si occupa di donne.

Professoressa, la sorprende il boom di violenze domestiche durante l’emergenza sanitaria?

“Non sono sorpresa dal fatto che una società, costretta dalla pandemia a chiudersi in casa, individui nella donna il capro espiatorio nelle situazioni di tensione. Con il lockdown gli uomini non possono uscire liberamente di casa e, quando sentono salire la rabbia, non hanno la possibilità né di allontanarsi dalle mura domestiche né di tradire”.

 

Lo stop al lavoro fuori casa penalizza le donne?

“Avere un’occupazione esterna è stata una grande liberazione per la donna. Uscendo di casa per lavorare ha acquisito autonomia economica e libertà pesonale. Trovarsi rinchiusa in casa le carica ulteriormente sulle sue spalle l’organizzazione domestica anche se l’uomo, costretto in casa, può maggiormente dare una mano. Nel complesso, però, la situazione femminile durante il lockdown è molto pesante. Con lo smart working molte donne sono costrette a lavorare da casa al computer, seguire i bambini perché le scuole sono chiuse e occuparsi da sole della pulizia della casa perché le domestiche hanno sospeso la loro attività in pandemia. In più c’è un altro grave motivo di preoccupazione e di allarme”.

Quale?

“In questa situazione di isolamento domestico, molti genitori hanno scoperto la dipendenza dei loro figli adolescenti da sostanze stupefacenti. E’ un fenomeno che emerge in pandemia perché nella routine quotidiana si è troppo presi degli impegni esterni e spesso non si riesce o non si vuole vedere ciò che non funziona dentro casa. Accade con i figli che fanno regolarmente uso di droghe come nei frequenti casi dì mogli che fingono di non sapere dei tradimenti dl marito che in pandemia vanno in balcone a telefonare all’amante”.

Incide sull’aumento delle violenze domestiche il maggior peso economico dell’uomo?

“Sicuramente esiste ancora una subalternità economica della donna. Al tempo stesso molti uomini non sopportano che ad avere uno stipendio più alto sia la donna e così possono diventare violenti per ribadire il loro potere dal punto di vista familiare. Guadagnano meno delle loro compagne e per riaffermare un predominio tra le mura domestiche diventano aggressivi”.

I nodi sono venuti al pettine, quindi…

“E’ una violenza che c’era già in forma latente in molte famiglie e che è esplosa in pandemia contro le donne. Però ci sono anche dei nuclei familiari che si sono riscoperti nel lockdown, mentre, prima dell’emergenza sanitaria, erano tutti proiettati all’estero”.

Quali effetti avrà la pandemia sulla composizione sociale?

“Sono venuti a galla molti dissidi quindi ci saranno tante separazioni e divorzi: sono rapporti che nel lockdown hanno accelerato la loro conclusione. Ma ci sono anche milioni di single che prima vivevano di socialità all’esterno delle mura domestiche e che si sono trovati completamente soli, privi di quella rete di amicizie costruita in anni di uscite e frequentazioni che l’emergenza sanitaria ha azzerato e confinato fuori dalla loro vita. In tanti si sono scoperti privi di affetti stabili e probabilmente ci saranno single incalliti che si affretteranno a sposarsi o ad andare a convivere per non farsi sorprendere soli dalla prossima pandemia”.

Cosa la colpisce nell’escation di violenze domestiche?

“In forma nascosta questa violenza già albergava nelle case. Magari, nella condizione pre-lockdown, la rabbia sbolliva perché prima di esplodere l’uomo usciva di casa invece di scaricaricarla sulla malacapitata con cui condive il tetto”.

 

 

 

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