Santa Rita: una preghiera speciale dalla Priora del Monastero di Cascia

L'intervista a Suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero Santa Rita di Cascia, che ci ha anche donato una preghiera dedicata a poveri, malati e famiglie

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Santa Rita da Cascia

Una preghiera speciale per gli italiani nel giorno in cui la Chiesa e il mondo celebrano Santa Rita da Cascia, la santa delle “cause impossibili“. Può sembrare infatti “impossibile” ripartire per i tanti italiani che in questi mesi, segnati dalla pandemia di coronavirus, hanno perso la salute, il lavoro, a volte anche delle persone care. Pensando a loro, In Terris ha chiesto a Suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero Santa Rita di Cascia, una preghiera “in esclusiva” per in nostri lettori (in calce all’articolo), indirizzata a tutti e in particolar modo ai poveri, ai disoccupati, ai cassaintegrati, agli anziani, ai bisognosi, alle famiglie e a quelli che – a causa della crisi economica – non arrivano più a fine mese.

Festa di Santa Rita in streaming

Quest’anno sarà una Festa di Santa Rita tra presenza e virtualità, quella che la Famiglia Agostiniana di Cascia e milioni di devoti in Italia e nel mondo, impossibilitati dalla pandemia del Coronavirus ad essere presenti, vivono in comunione spirituale oggi, 22 maggio. Questa Festa passerà alla storia non solo perché sarà diversa dal passato, più intima – per la presenza di fedeli in numero prestabilito – ma per la scelta delle monache agostiniane che hanno voluto realizzare un’impresa pionieristica portando per la prima volta i festeggiamenti a tutti i devoti d’Italia e del mondo attraverso la #MaratonaFestaSantaRita. Oggi inizia dal monastero ritiano una diretta streaming internazionale di 8 ore – con inizio alle ore 10:00 – visibile in contemporanea su Facebook, YouTube e dal sito istituzionale del monastero: www.santaritadacascia.org.

Benedizione delle Rose

Culmine della festa di questo 22 maggio 2020 è la tradizionale benedizione delle Rose, uno dei momenti più atteso dai devoti, che quest’anno potranno viverlo in diretta streaming. Eccezionalmente, infatti, la benedizione varrà anche per tutti coloro che da casa, collegati con la Basilica di Cascia, alzeranno al cielo le proprie rose, simbolo universale della santa, come avrebbero fatto colorando il viale del Santuario. Durante la cerimonia saranno benedette 47 rose, poi inviate ai Presidenti delle Regioni d’Italia (20), ai Presidenti delle Conferenze Episcopali Regionali (20) e al Presidente Mattarella (1). Una rosa sarà consegnata al Sindaco di Cascia, mentre le ultime 5 rose rappresenteranno simbolicamente i continenti. In questo modo, tutte le rose benedette, anche virtualmente, uniranno il mondo nel nome di Santa Rita e potranno essere un dono di speranza per una persona cara o malata, oppure essere conservate preziosamente come segno di devozione e della presenza di Santa Rita. Il programma completo delle celebrazioni odierne è possibile leggerlo qui.

Una vita con più spine che rose

Ciò che stupisce leggendo e meditando la vita della “la santa dei casi impossibili e disperati” è il suo desiderio profondo di imitare Cristo nonostante le tante tribolazioni attraversate: una vita costellata “più da spine che da rose” per questa donna, sposa, madre, vedova e monaca del 1300. Per l’occasione, In Terris ha intervistato Suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero Santa Rita di Cascia, su come santa Rita possa rispondere alle esigenze e aspirazioni contemporanee a circa 600 anni di distanza dalla sua venuta al mondo: sono incerte le fonti che attestano la data di nascita (1371 o 1381) e di morte (1447 o 1457) della santa.

Suor Maria Rosa Bernardinis, Priora del Monastero Santa Rita di Cascia

L’intervista

Suor Maria Rosa, qual è l’importanza di Santa Rita nel mondo di oggi?
“Santa Rita è vissuta oltre sei secoli fa, eppure il suo esempio di vita è sempre attuale e prezioso. Tutti possono identificarsi in lei, sentirla vicina nella gioia e nel dolore e imparare da lei. È stata donna, figlia, moglie, madre, vedova e monaca, vivendo ogni stato della vita umana, sempre con nel profumo di santità. Santa Rita ha fatto soprattutto esperienza della sofferenza, superandola sempre guardando a Cristo e affidandosi al Signore con fiducia e amore. È il popolo di fedeli ad averla proclamata ‘santa dei casi impossibili’, perché Rita ci ricorda che a Dio nulla è impossibile. Il suo messaggio è giunto a noi proprio tramite l’esempio concreto della sua vita. Donna del perdono e di riconciliazione, Rita si rivolge a tutti: ai cristiani, ma anche a chi ha un credo diverso. La strada che ci indica è fatta di umiltà e dialogo, l’unica per giungere alla pace. Nel mondo di oggi, Santa Rita ci avvicina a Dio e ci parla di speranza, coraggio e fiducia, portandoci verso una nuova vita reale, dove tutti noi possiamo essere migliori e aspirare alla santità come lei”.

Cosa fate per poveri, bambini e bisognosi nel Monastero Santa Rita di Cascia?
“Il Monastero Santa Rita di Cascia sostiene e porta avanti da sempre numerose opere di carità, per dare aiuto ai più fragili e bisognosi, rendendo concreto l’esempio di carità di Santa Rita. Ogni giorno riceviamo richieste di aiuto, dall’Italia e dal mondo. Sosteniamo, per citare un esempio, molti missionari e missionarie che si rivolgono a noi nel bisogno, per aiutare a loro volta i più fragili e i poveri nella loro quotidianità. Oggi, il Coronavirus ha portato con sé molte conseguenze, soprattutto nel mondo del lavoro, stravolgendo la vita delle persone e rendendole ancora più fragili. Per questo continuiamo ad aiutare coloro che ci chiedono una mano, anche nel nostro territorio, che ancora affronta le ripercussioni del sisma del 2016, insieme a quelle del virus. Per i bambini, in modo particolare, da oltre 80 anni il nostro monastero ha creato un luogo dove crescere sicuri e circondati dall’amore. Parlo dell’Alveare di Santa Rita, fondato nel 1938 dalla Beata Madre Teresa Fasce, storica badessa del monastero. L’Alveare ospita circa 50 giovani provenienti da famiglie in difficoltà, economica e sociale. Ci sono le Apette, così chiamiamo affettuosamente le bambine che qui trovano un luogo accogliente ma anche e soprattutto un luogo di confronto e maturazione da cui uscire arricchite, pronte per affrontare il mondo. Insieme a loro, l’Alveare è uno spazio aperto a tutti i bambini del territorio circostante, che chiamiamo i Millefiori e che qui coltivano le normali attività legate alla scuola e al tempo libero: dai giochi alla recitazione, dai lavori manuali allo sport. I giovani vengono seguiti dalle educatrici e, grazie alla carità di chi sostiene l’Alveare, sono accompagnati anche nel futuro, con progetti per l’avvio al lavoro e allo studio universitario”.

Come vivete la vita di preghiera?
“Noi monache di clausura preghiamo sempre il Signore, ricordando nelle nostre intenzioni tutta l’umanità nell’ampio spettro delle sue condizioni, di gioia e sofferenza. In particolare il nostro pensiero si svolge agli ultimi e ai poveri, così tanto amati da Dio. La mia preghiera per loro si levi al Signore per intercessione di Santa Rita”:

O’ gloriosa Santa Rita,
mi rivolgo a te, santa del popolo e della carità,
per affidare alla tua protezione tutti i poveri del mondo.

Tu che fosti sempre vicina agli ultimi e curasti i malati di peste,
assisti coloro che sono vittime dell’ingiustizia della nostra società
e fa’ che possano trovare riscatto della loro condizione.

Conduci al Padre le cause di tutti i poveri,
e dona loro la tua immensa fiducia in Dio,
perché possano seguire con te la strada della speranza.

Fa’ o’ Santa degli impossibili,
che presto arrivi un mondo migliore per l’umanità
dove nessuno venga mai più oppresso e dimenticato,
ma dove tutti ci riconosciamo uguali,
fratelli e sorelle, figli di Dio.

Amen

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