Saggezza e sapienza, i tesori degli anziani

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In questo difficile momento storico e sociale connotato dalla cosiddetta seconda ondata della pandemia dovuta alla diffusione del virus Covid-19 si parla spesso della popolazione più anziana la quale – con indicibili sofferenze – ha pagato un tributo altissimo in termini di vite umane. A tal proposito, in questi giorni il dibattito in merito alle persone anziane è molto serrato, a titolo esemplificativo l’Ispi, sulla base dei dati epidemiologici raccolti, ha pubblicato uno studio relativo a un lockdown selettivo della popolazione anziana che, mediante l’isolamento totale delle persone ultrasessantenni, potrebbe portare ad decremento dei ricoveri nelle terapie intensive di oltre il 70% dei degenti.

Tanto premesso è fondamentale ricordare che la popolazione più anziana, oltre ad essere maggiormente colpita dal Covid-19, costituisce un patrimonio inestimabile per la società, per le famiglie e soprattutto una guida autorevole e affettuosa per i giovani. Successivamente è utile sottolineare che, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, gli anziani, soprattutto quelli ricoverati nelle R.S.A. hanno dovuto superare sofferenze fisiche ed emotive immani, dovute al virus ma, anche e soprattutto dalla lontananza forzata dai familiari, la quale ha causato un deterioramento fisico e morale in molti che oggi, con il perdurare della seconda ondata, assume proporzioni ancora più gravi.

Alla luce di quanto precedentemente esemplificato, il Covid-19 risulta essere si una pandemia, ma visti i recenti sviluppi, sta assumendo i caratteri di una sindemia, ossia, con questo virus oltremodo crudele, vi è la diffusione parallela di due o più fenomeni – in questo caso emergenza sanitaria e conseguentemente crisi economica e sociale dovuta alle misure di contenimento del contagio; è quindi necessario affrontare questo difficile momento storico mettendo al centro dell’azione la solidarietà e l’affermazione della dignità umana come valore imprescindibile ed inderogabile nei confronti delle persone più deboli della nostra società. Questo obiettivo deve essere raggiunto attraverso un nuovo modello di assistenza che permetta – soprattutto nelle R.S.A. di mettere al centro il bisogno della persona attraverso l’attuazione di un nuovo approccio sanitario e culturale incentrato sulla valorizzazione delle persone anziane e sulla loro tutela dal punto di vista infettivologico vista l’emergenza sanitaria in atto.

In ultima istanza è fondamentale che ognuno di noi attui tutte le cautele necessarie affinché le persone anziane e con fragilità possano vivere questo momento difficile con noi e tra di noi apportando nel contempo alla società il loro bagaglio umano e culturale di valore inestimabile preservandosi dal rischio di contagio grazie ai comportamenti virtuosi della società intera, rendendo così onore al fulgido pensiero di Papa Francesco il quale ha detto: “L’attenzione agli anziani fa la differenza di una civiltà. Questa civiltà andrà avanti se saprà rispettare la saggezza e la sapienza degli anziani”.

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