Nuove povertà, ecco perché “si precipita nell’indigenza”. Le reti sociali e solidali

Milano, oggi a a Palazzo Pirelli gli "stati generali "su povertà ed emarginazione

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La povertà sotto la lente del ministero del Lavoro e delle politiche sociali. “L’Italia è l’unico Paese Ocse con riduzione di stipendio nel periodo 1990-2020 (-2,9%)- sottolinea il titolare del dicastero, Andrea Orlando-. Nel periodo 2006-2017, i ‘working poor‘ sono passati dal 10,3% al 13,2% della forza lavoro. Con picchi tra i lavoratori autonomi (17%) e part-time (19,4%)”. Si tratta del dramma individuale e collettivo della povertà lavorativa. Non basta cioè avere un’occupazione per sottrarsi alla scure dell’indigenza. A confermarlo sono i dati elaborati dal gruppo di analisti della Previdenza sociale. Inoltre il rapporto Oxfam rileva che il differenziale dei salari medi fra donne e uomini non si è affatto ridotto. Si mantiene costante intorno al 30%. A parità di mansione, quindi, le lavoratrici  continuano ad essere retribuite un terzo in meno dei loro colleghi maschi. povertà

Sos povertà

In termini di età, nel periodo 1975-2017 le retribuzioni medie dei lavoratori giovani (15-29 anni) sono state duramente penalizzate. E hanno visto contrazioni più marcate rispetto ai lavoratori adulti (30-49 anni). E agli occupati anziani (over 50). Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, nel 2021 ha percepito 19,10 milioni di euro. In pratica guadagna 758 volte quanto un suo metalmeccanico. Nel 1980 i top manager più pagati prendevano 45 volte un loro dipendente. Nel 2008 i primi dieci amministratori delegati italiani hanno percepito 416 volte lo stipendio medio di un operaio. Nel 2020 649 volte. La ricchezza netta pro-capite degli italiani è diminuita del 15% fra il 2007 e il 2016. La ricchezza dei 10 Italiani più ricchi (secondo la lista Forbes) è aumentata dell’83%. Il ministro Orlando cita i dati Forum Disuguaglianze su elaborazioni Banca d’Italia, Istat e Forbes.
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Ascensore bloccato

Ascensore sociale bloccato, inoltre. Qual è, infatti, la probabilità di appartenere al 20% più ricco della popolazione? E’ più di tre volte maggiore per i figli di genitori nella stessa fascia di ricchezza. Rispetto ai figli del 20% più povero della popolazione. C’è poi il tema della disuguaglianza di età. Per gli “under 40” la ricchezza è diminuita in termini realirispetto all’inizio degli anni ’90. Per i 70enni o ultra 80enni tra il 1989 e il 2008 la ricchezza è triplicata. O quadruplicata. E la generazione dei nati nel periodo 1990-1995? Intorno ai 25 anni possiede meno della metà della ricchezza che possedeva la generazione 1960-1965 alla stessa età.
Nei primi due anni di pandemia, evidenzia il responsabile delle Politiche sociali, i 10 uomini più ricchi del mondo hanno più che raddoppiato i loro patrimoni. Sono passati da 700 a 1.500 miliardi di dollari. Al ritmo di 15 mila dollari al secondo. 1,3 miliardi di dollari al giorno. Nello stesso periodo si stima che 163 milioni di persone siano cadute in povertà a causa della crisi Covid. “Nei prossimi mesi in alcuni settori dell’economia si realizzeranno utili record. Mentre in altri imprese e lavoratori rischiano la rovina. A causa dei costi dell’energia e dei trasporti”.
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Allarme emarginazione

Al riguardo un convegno viene dedicato alla povertà e all’emarginazione in Lombardia. Organizzato dall’Associazione Exodus. Per fare il punto e fornire un quadro aggiornato con dati e cifre sulla povertà nella nostra regione. È quello che si terrà oggi lunedì 3 ottobre alle 10 a Palazzo Pirelli. E sarà aperto dalla vice presidente del Consiglio regionale Francesca Brianza. Durante l’evento verranno proiettate alcune video-interviste a personaggi che erano clochard. E che hanno superato la loro situazione di difficoltà. Oppure che, al contrario, erano soggetti di buon livello sociale. Ma a causa di una serie di vicissitudini ora sono ora al limite dell’indigenza.

Nuove povertà

Il convegno “Povera Lombardia”, dunque, intende offrire un’analisi cruda ma dettagliata sul mondo degli emarginati. Dei senza reddito e dei senzatetto che vivono nelle nostre città. In una regione tra le più ricche d’Europa resistono sacche di povertà assoluta. Con persone che trascorrono i loro giorni al limite della soglia di sussistenza. Occupando stabili abbandonati o vecchie fabbriche. Spunti utili alla riflessione saranno forniti anche dai contenuti del libro “Ecco l’uomo” del fotografo Davide Caforio e del giornalista Silvestro Pascarella. Si tratta di un reportage che va al cuore del problema. E si pone una domanda: come è possibile che non si possa fare nulla? All’iniziativa interverranno don Antonio Mazzi per la Fondazione Exodus. Roberto Sartori della Cooperativa 4Exodus. Davide Caforio e Silvestro Pascarella autori del libro reportage sulla povertà in Lombardia “Ecco l’uomo“. L’incontro sarà moderato da Maria Sorbi. Giornalista e promotrice a Busto Arsizio del gruppo d’aiuto ai senza fissa dimora.