Pioggia di solidarietà a don Patriciello per gli attacchi su Genitore 1 e 2

Dal direttore di Avvenire, Tarquinio a sacerdoti impegnati socialmente come don Buonaiuto e don Di Noto. Tante espressioni di solidarietà al parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05

“Ho scritto un post per dire che sono per dare un nome a un padre e una madre. Sono stato travolto dall’intolleranza totalitaria dei tolleranti”, racconta il parroco di Parco Verde di Caivano. Un’ondata di solidarietà per don Maurizio Patriciello. Il parroco della terra dei fuochi era stato duramente attaccato e persino minacciato nei giorni scorso sui social. E ciò semplicemente per le perplessità che aveva pacatamente espresso. Riguardo al ripristino sulla modulistica scolastica degli under 14 della dicitura “genitore 1, genitore 2” al posto di quella di padre e madre. patriciello

Senza offendere nessuno

«Mi rivolgo all’intelligenza delle persone. Sono parroco in un quartiere povero e ho sempre avuto la stessa limpidezza quando si trattava di combattere il traffico illecito di rifiuti e altre battaglie a salvaguardia di diritti e valori sociali e individuali- osserva ora a Interris.it don Maurizio Patriciello-. In Italia ogni persona può per fortuna esprimere liberamente il proprio pensiero. Per carattere sono un antiviolento, non saprei offendere qualcuno anche se lo volessi. Quando esprimo una riflessione lo faccio con le mie capacità e incapacità. E’ un pericolo quando qualcuno vuole mettere il bavaglia ad un altro. Non c’è riuscita la camorra ad imbavagliarmi”.Patriciello

Contro ogni violenza verbale

Aggiunge a Interris.it il parroco campano: “Mi hanno profondamente addolorato le reazioni violentissime al mio post rivolto in realtà alle donne. Il mio ragionamento era semplicissimo. Le donne hanno fatto tante battaglia per veder riconosciuti i loro diritti. Si fanno chiamare al femminile, ‘ministra’, ‘architetta’ e poi accettano la definizione al maschile di ‘genitore’. Era un pensiero lieve, l’opposto dell’odio e della violenza verbale. E concludevo con un abbraccio alle donne. tutto questo odio contro di me mi ha fatto soffrire. Ritengo che quello dell’Arcigay sia un grande autogol, ma di certo non allerto la questura per l’ondata di odio riversata su di me”.

Solidarietà di don Buonaiuto

Piena solidarietà a don Patriciello da don Aldo Buonaiuto. Afferma a Interris.it il sacerdote di frontiera della Comunità Papa Giovanni XXIII: “E’ controproducente per chi cade in un linguaggio violento e intollerante negare la libertà di espressione a chi si discosta dall’opinione corrente. E’ l’intero dibattito pubblico ad esserne immiserito e a scadere di livello. Don Maurizio Patriciello aveva formulato la sua riflessione con rispetto e in modo costruttivo. Rispondere in maniera aggressiva è un boomerang che squalifica coloro che a parole dicono di difendere diritti che poi calpestano“.

Don Aldo Buonaiuto e don Maurizio Patriciello

Garbo e sollecitudine pastorale

Solidarizza con don Maurizio Patriciello anche il fondatore dell’associazione Meter don Fortunato Di Noto: “Se parlassero i neonati, se i piccoli riuscissero ad esprimere l’innato desiderio e legame con un padre e una madre, anche qualora ‘si dimenticassero dei figli’, se potessimo ritornare al calore delle parole che edificano un mondo giusto e non ideologizzato. Ci sono i figli proprio perché ci sono un padre e una madre. Ciò non sminuisce né svuota il dibattito attuale sulla genitorialità. E la consapevolezza che maternità e paternità non sono solo biologici, ma quando la vita è ideologizzata da poteri manipolatori questo diventa molto pericoloso. Ripartiamo dalla realtà che le parole interpretano, perché hanno un grande potere. Quello di far vivere e uccidere. Ripartiamo dal rispettarci l’un l’altro e dal rispettare chi non può decidere responsabilmente e con cognizione: i piccoli, i bambini. Questo si può dire ancora?“.patriciello

Liberazione

Secondo il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio: “Bisogna liberare la bellissima parola ‘genitore’ (e la quasi cancellata ‘genitrice’) dalla zavorra dell’ideologismo anti-materno e anti-paterno. Mi pare importante, oggi, sottolineare soprattutto un problema di libertà, e di onestà. Questa triste storia di parole rende chiaro che resta forte, purtroppo, una prepotente e aspra tendenza a ‘fare la caricatura’ delle opinioni che con chiarezza e misura ‘escono dal coro’ nel pubblico dibattito su questioni decisive che riguardano la vita e la morte e le relazioni tra le persone, a cominciare dal rapporto che dà inizio a ogni esistenza umana e che è sempre frutto dell’incontro (in condizioni, lo sappiamo, non sempre ideali o anche solo lineari) tra le storie e le capacità generative di una donna-madre e di un uomo-padre. È davvero scomodo chi parla con garbo e passione, come don Maurizio. Ed è capace di far riflettere e di spingere alla solidarietà fattiva sia che si tratti di difendere la vita dall’inquinamento criminale della natura e della città sia che si tratti di resistere alla manipolazione delle coscienze e alla strumentalizzazione di chiunque. È scomodo, e allora, lo si dipinge come un aggressore e un violento. Questa è pura menzogna e grave intimidazione“.

Manifestazione

“Una mamma e un papà un decreto non cambia la realtà. Stop a genitore 1 e genitore 2”. E’ questo lo slogan riportato sullo striscione esposto a Roma, davanti al Viminale, da una delegazione del Family Day insieme ad altre associazioni pro-family (tra le quali CitizenGo, ProVita & Famiglia e Non Si Tocca la Famiglia) per richiedere la reintroduzione delle diciture ”madre” e ”padre” sui documenti dei minori di 14 anni, rimosse la scorsa settimana dal ministero dell’Interno su indicazione del garante della privacy. Per adattarsi alla normativa europea sul trattamento dei dati. ”Un governo impantanato nel peggiore immobilismo e incapace di affrontare i veri bisogni delle famiglie trova il tempo per l’ennesima speculazione ideologica che mira solo cancellare il diritto naturale di ogni bambino ad avere un padre e una madre. Non è un caso, infatti, che ad esultare per la cancellazione di madre e padre dai documenti dei minori siano stati i soliti personaggi che si battono per la legalizzazione dell’utero in affitto ed altre costruzioni della peggiore ingegneria sociale”, denuncia il leader del Family Day Massimo Gandolfini. ”Proseguiamo nella nostra azione di contrasto alla sovversione antropologica che offende la ragione e il sentimento del popolo italiano e che rende sempre più debole e vulnerabile il tessuto sociale”, conclude Gandolfini.

Ddl Zan

Solidarietà al parroco di Caivano, don Maurizio Patriciello, accusato dall’Arcigay di Napoli di ‘vomitare odio’ e essere uno ‘speculatore sociale’ solo per aver espresso la sua posizione sulla decisione del governo di reintrodurre ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’. È esattamente questa la censura dei tolleranti di professione, gli stessi che vorrebbero col ddl Zan introdurre un reato di opinione per punire, mettere in carcere e rieducare chi non piega la testa al pensiero unico. Una follia che continueremo a combattere perché la libertà non può essere discriminata”, afferma il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

 

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