“Un pasto al giorno”: ecco l’invito che ci fa la Comunità Papa Giovanni XXIII

Torna nelle piazze italiane l'evento della solidale dell'associazione fondata dal Servo di Dio don Oreste Benzi

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Costruiamo una tavola in cui ci sia posto per tutti“. E’ questo il titolo che gli organizzatori hanno scelto per l’edizione 2022 di “Un Pasto al Giorno” della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata dal Servo di Dio don Oreste Benzi. I volontari della Comunità torneranno delle piazze e nelle parrocchie di tutta Italia il 17 e il 18 settembre con questa iniziativa solidale per accogliere quanti vorranno partecipare a questo evento solidale.

L’obiettivo

L’obiettivo è tanto semplice quanto importante: mettere in atto un’azione concreta a sostegno di coloro che tutti i giorni devono fare i conti con la mancanza di cibo. I proventi dell’evento in piazza saranno devoluti a sostegno delle strutture dell’associazione che ogni anno garantiscono 7 milioni e mezzo di pasti per migliaia di persone: senza fissa dimora che mangiano alle mense di strada e vivono nelle Capanne di Betlemme, i bambini malnutriti dei Centri nutrizionali in Africa, Asia e Sud America, i fratelli e le sorelle delle Case di accoglienza e delle Case famiglia, con cui l’Apg23 condivide la tavola e la vita.

La povertà in Italia e nel mondo

Una dispensa ben fornita, il frigorifero pieno, sedersi a tavola con la famiglia per consumare un pasto. Sono cose che chi conduce una vita normale – nonostante le difficoltà di tutti i giorni – dà per scontate. Ma, purtroppo, ancora oggi c’è chi al mondo soffre la fame: bambini che a causa delle guerre e delle carestie non crescono come dovrebbero e padri di famiglia che non avendo un lavoro non riescono ad assicurare il sostentamento ai propri cari. La povertà assoluta nel 2021 resta attorno ai picchi record toccati l’anno precedente, coinvolgendo circa 1,9 milioni di famiglie (7,5% del totale da 7,7% nel 2020) e circa 5,6 milioni di individui (9,4%, come nel 2020). Sale invece dal 10,1% all’11,1% l’incidenza della povertà relativa, con circa 2,9 milioni di famiglie sotto la soglia di povertà (dati Istat). E uscendo dai confini nazionali, un mondo che sembra aver dimenticato le dure lezioni del passato, come si vede dal conflitto in Ucraina e dalle nuove tensioni che non mancano di scandire le nostre giornate. Conflitti ormai dimenticati, perché lontani dai nostri occhi e dal nostro cuore, come quello in Siria, in Eritrea, la difficile situazione dell’Afghanistan. Persone indifese e deboli che ogni giorno devono fare i conti con la violenza, le minacce alla loro vita. A questo, si aggiungono i cambiamenti climatici che provocano eventi climatici estremi come bombe d’acqua, alluvioni, siccità estrema: fattori che sommati fra loro, mettono sempre più a rischio la possibilità di tante persone di riuscire a procurarsi del cibo. “Dovunque si volga lo sguardo – ha giustamente sottolineato Papa Francesco – si constata come la violenza colpisca le persone indifese e più deboli”.

Il dono della Comunità a chi parteciperà all’evento

Dopo le precedenti edizioni, in cui venivano donati dei libricini con ricette anti-spreco a chi si accostava all’evento, per quest’anno la Comunità Papa Giovanni, ha deciso di regalare a quanti prenderanno parte all’iniziativa solidare una raccolta di preghiere che arrivano dalle loro missioni. Sono sette preghiere, come i giorni della settimana.

Le parole di Giovanni Paolo Ramonda

“La Comunità Papa Giovanni XXIII è fatta di persone che condividono ogni giorno la vita, la casa e anche la tavola con chi è nel bisogno – ha spiegato il presidente della Comunità, Giovanni Ramonda –. Sediamo uno accanto all’altro, stringendoci per far posto a chi arriva e il nostro primo gesto è ringraziare per il pasto che abbiamo davanti, pregando che sia sempre sufficiente a sfamare le migliaia di persone che si rivolgono a noi in cerca di aiuto, chiedendoci di colmare il vuoto del corpo e dell’anima. La preghiera ci unisce ovunque siamo e rafforza quel legame che ci rende possibile, solo assieme, salvare la vita di chi è disperato. Per questo, quest’anno, abbiamo scelto di fare dono a chi si avvicinerà ai nostri banchetti, di una raccolta di preghiere dalle nostre missioni. In un momento in cui tanti ci chiedono tutto e ogni euro conta, realizzare tovagliette o altri oggetti, come si è soliti fare in queste iniziative, avrebbe comportato una spesa che, responsabilmente, non ci siamo sentiti di affrontare. Siamo certi che la consapevolezza di aver assicurato un posto a tavola per chi soffre sia il ringraziamento più grande”.

Nessuno si salva da solo

Un Pasto al Giorno” diventano importanti non solo per le risorse che riescono a raccogliere, ma anche perché offrono un nuovo punto di vista sulla quotidianità. Proprio per questo gli organizzatori hanno scelto come claim di questa edizione «Costruiamo una tavola in cui ci sia posto per tutti»: un invito a fare la propria parte, una piccola differenza che però, quando si agisce insieme, può costruire qualcosa di davvero grande. Perché, come la Chiesa insegna, “nessuno si salva da solo”.

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