Orfani ucraini in Italia, Cofano (Apg23): “E’ il risultato di una collaborazione che punta a costruire la pace”

L'intervista di Interris.it a Giampiero Cofano, segretario generale dell'Apg23, in merito all'evacuazione di 63 orfani dall'Ucraina

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“Questa operazione umanitaria è un pezzettino di puzzle per costruire la pace che è un obiettivo possibile. Lo abbiamo dimostrato con la carovana con la quale abbiamo portato in ucraina aiuti umanitari, con le relazioni che stiamo tessendo in Ucraina. Sono segni di pace che continueremo a fare. Non vogliamo restare indifferenti alla guerra, non possiamo permettere che il rumore delle armi sovrasti il grido di aiuto di chi soffre”. E’ quanto ha dichiarato Giampiero Cofano, segretario generale della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata dal Servo di Dio don Oreste Benzi, intervistato da Interris.it. “La pace è frutto di dialogo – ha aggiunto -. Abbiamo dimostrato che costruire la pace lo si può fare anche partendo dal basso”.

L’arrivo a Trapani di 63 orfani Ucraini

Con un volo charter di Ita Airways sono arrivati in Italia 63 bambini – dai quattro ai sedici anni – provenienti dagli orfanotrofi di Mariupol e Kramatorsk, nell’Oblast di Doneck. L’operazione è stata coordinata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e dalla rete di associazioni “Stop the war now, ma è stata possibile solo grazie alla collaborazione di molti soggetti: il Ministero degli Esteri, il Dipartimento per le politiche della famiglia, la Cgil che ha curato la logistica in Italia, il sindacato polacco Solidarnosc che si è occupato dei trasferimenti in Polonia, il Movimento 5 Stelle che ha finanziato il volo charter, le autorità e il governo dell’Ucraina. “Don Oreste diceva: ‘Cerchiamo ciò che ci unisce, non ciò che ci divide’. Abbiamo preso il meglio di ogni organizzazione – un movimento religioso, un sindacato e un partito politico – per raggiungere un comune obiettivo, ossia il bene di questi bambini. Riflettendoci bene è chiaro come questo sia opera di un genio creativo che non è sicuramente umano, ma è un intervento che viene dall’alto”, ha spiegato Cofano.

Il buono della politica

Giampiero Cofano ha spiegato l’arrivo dei bambini ucraini in Italia è stato possibile grazie all’impegno del senatore pentastellato Vincenzo Maurizio Santangelo che “per due mesi ha lavorato per il bene di questi bambini. Le sue relazione politiche sono state fondamentali e, al di fuori di ogni appartenenza politica – ha aggiunto Cofano – va detto che ha saputo fare buon uso del suo ruolo come politico”.

Un sorriso che vale quanto un tesoro

Le fatiche che i volontari delle tante associazioni che hanno preso parte alla più grande operazione umanitaria mai autorizzata dal governo ucraino sono state ampiamente ripagate dalla felicità e dal sorriso stampato sul volto dei bambini. “L’unico viaggio che avevano mai fatto in vita loro è stato quello da Mariupol e Kramatorsk a Leopoli per sfuggire dalle bombe. Arrivare in Polonia, al sicuro, viaggiare tutti insieme sugli autobus e poi salire su un aereo li ha riempiti di gioia – ha aggiunto -. Loro sono semplici, ogni novità per loro è fonte di gioia. Il loro sorriso ci ha ripagato di ogni fatica”.

L’accoglienza

I piccoli, d’accordo con il governo ucraino, rimarranno in Italia fino a quando non ci saranno le sufficienti condizioni di pace e stabilità nel loro Paese. Saranno accolti in cinque strutture situate in Sicilia: una dell’Apg23, una della Fondazione Ébbene, due strutture della diocesi di Trapani e una della Caritas. “Siamo passati dalla porta più stretta – ha spiegato Cofano – ma ci hanno permesso di entrare. Questa operazione umanitaria nonviolenta ha avuto successo perché il nostro obiettivo era chiaro e preciso: aiutare i più fragili, ossia coloro che soffrono di più a causa della guerra“, ha concluso Giampiero Cofano.

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